Un parlamentare cattolico non può votare una legge che legalizzi il suicidio assistito perché l’uccisione di un innocente è intrinsecamente malvagia, violando la legge naturale e divina. Appellarsi al “male minore”, citando l’enciclica “Evangelium Vitae” (n. 73) è scorretto: quel paragrafo permette di votare solo un emendamento che riduca i danni di una legge ingiusta già esistente, non l’intera legge che legalizza un atto intrinsecamente cattivo come l’omicidio. Inoltre, i “paletti” iniziali posti dalla legge verrebbero progressivamente rimossi nella prassi giuridica, come accaduto per altre leggi.
Editorialista: Stefano Fontana – Direttore dell’Osservatorio Card. Van Thuan
