Cei un aiuto concreto ai bambini bisognosi

 I numeri sono molto eloquenti: 1218 progetti distribuiti su 80 paesi in tutto il mondo e oltre 100 milioni di Euro. Dal 1991 il Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli si occupa di sostenere il mondo dei bambini con iniziative concrete. E quanto questo aiuto sia necessario lo testimonia un dato drammatico fornito da Oli, Save the children e Unicef: i bambini che, nel mondo, sono insidiati da povertà, malattie e malnutrizione con meno di 15 anni sono 1,4 miliardi.  Di essi 333 milioni vivono in condizioni di povertà estrema e sopravvivono con 2,15 dollari al giorno.

La Cei ricorda così l’invito rivolto al mondo da papa Francesco: “ascoltiamoli – sono le sue parole- perché nella loro sofferenza ci parlano della realtà, con gli occhi purificati dalle lacrime e con quel desiderio tenace di bene che nasce nel cuore di chi ha veramente visto quanto è brutto il male”.  I nemici della gioia di vivere i bambini hanno mille volti: povertà, malattie, vita di strada, fame, sete, impossibilità di andare a scuola, reclutamento in bande criminali. Bambini a rischio, ma anche bambini che riescono a rinascere. Come Jean- Claude, ex bambino soldato  nella Repubblica Democratica del Congo. Rapito a dodici anni dalla milizia ribelle Lord’s Resistance Army e usato come schiavo, addestrato come soldato che ha, per sua stessa ammissione, “ucciso e visto uccidere”, ha saputo uscire da questa spirale di violenza e inventarsi una nuova vita di speranza e di rinascita.

“Oggi vivo a Dungu – spiega- il mio nome è Democratie, il nome che mi sono scelto poiché, anche se la democrazia non l’ho mai conosciuta, credo sia la cosa più importante, vivo in una capanna con mia sorella e i suoi otto figli, cammino chilometri per andare a scuola, chilometri per andare a lavorare, ma sono sicuro che riuscirò a diventare un medico”. Democratie ha convertito poi la sua vita infelice in solidarietà concreta, assistendo padre Blaise nell’inserimento dei nuovi arrivati. L’aiuto ai bambini bacia anche le terre del Bangladesh dove i Dalit, membri delle caste basse ritenuti intocccabili , poveri, con accesso molto basso a istruzione, lavoro, casa, sanità  e servizi pubblici  e analfabeti per il 96 per cento cercano di conquistarsi il diritto a un futuro dignitoso.

A prenderli per mano per condurli verso un futuro auspicabilmente gioioso è Champa Das, una ragazza come loro che è riuscita però a completare il ciclo di studi e a mettere a disposizione la sua abitazione ai bambini dando loro lezioni scolastiche. Il sostegno fornito da CEi e Fondazione Albero della Vita insieme con la chiesa locale ha consentito di aiutare circa duemila bambini concentrati in 15 villaggi. E per l’immediato futuro ne dovrebbero essere aiutati altri 2500 che vivono in 25. “Queste storie- sottolinea la Cei- mettono in mostra, anche nelle situazioni più complesse e di grande sofferenza, l’importanza di farsi piccoli con i piccoli e imparare evangelicamente a guardare la vita con i loro occhi, con la loro capacità di stupirsi e avere fiducia, nonostante tutto”.  La speranza cerca di avvolgere in un abbraccio anche i bambini della zona di Haut- Uelè, nel Congo,  dove 30 mila di essi sono stati reclutati per essere impiegati come soldati.

“La problematica dei bambini- soldato  – è la considerazione di Maurizio Mistano, direttore esecutivo della Fondazione Agostiniani nel mondo – è molto complessa, nella zona dell’Haut Uelè vi è stato un conflitto devastante e di lungo periodo, i bambini hanno subito le conseguenze più atroci, hanno perso i genitori, abbandonato i processi educativi e, proprio per questo, la nostra azione vuole offrire riabilitazione psico-fisica ma anche alfabetizzazione e formazione lavorativa”. Cultura e lavoro come spade lucenti da impugnare come miseria e sfruttamento per umiliarle. 

Condividi:

Post correlati