Rose rosse al Vittoriano per ricordare Norma Cossetto

fonte https://www.anvgd.it/rose-rosse-al-vittoriano-per-ricordare-norma-cossetto/

di Lorenzo Salimbeni – La Mostra degli Esuli Dalmati Istriani e Fiumani (MEDIF), allestita da FederEsuli al Vittoriano grazie alla convenzione stipulata con l’istituto ViVe (Vittoriano e Palazzo Venezia) sotto gli auspici del Ministero della Cultura, ha sfruttato la conformazione della Sala del Grottone per realizzare uno scenario rievocativo delle foibe. La nuda roccia della collina su cui venne edificato il complesso monumentale del Vittoriano è stata incastonata in una cornice lignea che ricrea l’abisso di una foiba, in fondo alla quale si trova una rosa. Quel fiore commemora sicuramente le migliaia di vittime delle due ondate di stragi compiute dai partigiani comunisti jugoslavi il cui luogo di sepoltura è rimasto ignoto, ma in particolare nelle giornate a ridosso del 4-5 ottobre rievoca le rose che vengono deposte in tutta Italia in memoria di Norma Cossetto.

Era una studentessa istriana, figlia di un piccolo proprietario terriero inquadrato come milioni di italiani negli apparati dell’elefantiaco regime  fascista crollato il 25 luglio 1943. Nel vuoto di potere creatosi dopo l’annuncio dell’armistizio del successivo 8 settembre, l’Istria fu sconvolta e Norma sequestrata, violentata ed infoibata agonizzante nella notte tra il 4 ed il 5 ottobre 1943. Il suo martirio è diventato il simbolo delle migliaia di vittime dell’apparato repressivo titino ed è stato riconosciuto dalla Medaglia d’oro al Merito civile conferita alla memoria dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

In una nota inviata a FederEsuli, il Presidente del Senato Ignazio Larussa ha specificato che «l’orrore delle sevizie e la tragedia del martirio di Norma Cossetto — e con lei di tutte le vittime delle foibe — devono rimanere scolpiti nella coscienza civile della nostra Nazione. Ricordare significa infatti restituire dignità a chi ha subito una violenza indicibile e riaffermare, con la forza della memoria, il valore irrinunciabile della vita umana, della libertà e del rispetto della persona». Ancora la seconda carica dello Stato: «Per troppo tempo queste vicende sono rimaste ai margini della memoria condivisa, accompagnate da silenzi e da una dolorosa rimozione. Oggi abbiamo il dovere di continuare a colmare quel vuoto, affinché le nuove generazioni possano conoscere una pagina drammatica della nostra storia e comprenderne fino in fondo il significato».

«Ricordare Norma significa custodire la testimonianza di una vita spezzata dalla barbarie e riaffermare il valore della vita umana – ha dichiarato sui suoi profili social il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – Significa non permettere che il dolore di chi ha subito quella violenza venga negato, minimizzato o giustificato». Meloni ha infine dichiarato: «Una Nazione matura non ha paura della propria storia. Ha il dovere di conoscerla, di rispettare tutte le sue vittime e trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza del passato, senza silenzi o rimozioni».

Rose rosse in ricordo di Norma Cossetto sono state quindi deposte pure nella sezione del MEDIF dedicata alle foibe domenica 4 ottobre. Grazie alla collaborazione del Teatro Stabile Il Rossetti di Trieste, l’attrice Martina Averna ha interpretato Licia Cossetto, sorella di Norma, recitando un commovente monologo nei momenti di maggiore affluenza dei visitatori. Visitatori del MEDIF che in meno di un anno dall’inaugurazione hanno peraltro superato quota 350.000, dei quali 45.000 soltanto nello scorso mese di settembre. 350.000, come gli istriani, fiumani e dalmati fuggiti dal terrore delle foibe, costretti a ricominciare una nuova vita nelle difficoltà dell’Italia del dopoguerra o a emigrare, spesso transitando anche per mesi o anni in fatiscenti Centri Raccolta Profughi sparsi in tutta Italia, conservando però memoria del martirio di Norma, la cui tragedia è oggi una pagina di storia nazionale. [LS]

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