10 Febbraio dalle foibe all’esodo

Roberto Menia in “10 Febbraio dalle foibe all’esodo” parla di una pagina della storia dimenticata dalla memoria comune che ha inciso in modo indelebile sulla vita di italiani costretti a fuggire dalla loro terra divenendo esuli in Italia e nel mondo senza ricevere aiuti e solidarietà.

L’Italia ha volutamente dimenticato migliaia di compatrioti barbaramente uccisi, gettati nelle foibe con la sola colpa di essere italiani vittime della brutalità dei partigiani comunisti di Tito.

In Italia il Partito Comunista impone la cultura del silenzio sulle stragi titine e la Democrazia Cristiana ha sommessamente accettato questo atteggiamento.

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale i vincitori hanno di fatto accettato Tito che nel frattempo si era dissociato dall’Unione Sovietica di Stalin; Tito era utile politicamente perché dopo la dissociazione si opponeva all’Urss.

Nessuna delle vittime di quella sciagurata pagina di storia ha dimenticato e solo dopo sessant’anni grazie a Roberto Menia, l’Italia ha finalmente riconosciuto quel martirio passato sotto silenzio ed ha istituito dal 2004 il “Giorno del Ricordo” ogni anno il 10 Febbraio.

Questo libro ha il solo scopo di ricordare a tutti la strage di compatrioti innocenti, gli italiani d’Istria. La cui gravità è data anche dal fatto che è avvenuta dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Si è sollevata una pietra che era stata posta sopra quella tragedia dove donne e uomini sono stati barbaramente uccisi gettati legati e ancora vivi nelle cavità carsiche.

Lo scopo di questo libro è uno soltanto colmare un vuoto culturale facendo luce su di una vicenda oscura nascosta ed ignorata per decenni; il libro ha una valenza pedagogica da qui l’utilità di farlo leggere ai ragazzi nelle scuole per fare in modo che possano conoscere e giudicare una delle pagine buie della storia creando quella memoria storica che alcuni volevano negare.

Ciò che è accaduto è stato brutale ed inumano al punto che era difficile parlarne anche per chi sapeva.

Roberto Menia racconta senza alcun filtro cosa è accaduto parlando di persone perseguitate da Tito e dai suoi seguaci solo perché italiani, perseguendo una pulizia etnica al solo scopo di eradicare la lingua, la cultura, la tradizione italiana e sostituirla con l’indottrinamento comunista.

Le storie dei perseguitati rivelano la drammaticità degli eventi e ristabiliscono la giusta prospettiva storica.

Grazie a Menia si ha la corretta visione di ciò che è accaduto nelle foibe e nell’esodo così come della meschina e codarda indifferenza di tanti.

L’ideologia dei comunisti di Tito ha sostenuto e spinto tanta brutalità e nel libro di Roberto Menia si legge degli aguzzini titini e delle vittime italiane la cui tragedia viene alla luce in tutta la sua drammaticità.

C’è una sola cosa che non si può impedire ed è il lento ma inesorabile cammino della verità che cancella ogni inutile polemica politica.

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