Un’esperienza intensa e ricca di fascino ha unito i membri del Rotary Club Manzoni, protagonisti di una visita speciale alla casa natale di Antonia Pozzi a Pasturo. A guidare il gruppo in questo viaggio nella memoria è stato il dottor Guido Agostoni, già sindaco del borgo della Valsassina per vent’anni e profondo conoscitore della figura della poetessa.
Le stanze e lo studio di Antonia sono rimasti intatti nel tempo, quasi cristallizzati, e continuano a custodire le sue più grandi passioni: la poesia, la fotografia e l’amore viscerale per la montagna. Nata a Milano nel 1912 e scomparsa tragicamente nel 1938 a soli 26 anni, la scrittrice elesse Pasturo a vero e proprio “luogo dell’anima”. Di lei Eugenio Montale scrisse parole memorabili, definendola un’«anima di eccezionale purezza e sensibilità» e lodando «la purezza del suono e la nettezza dell’immagine, il suo dono nativo».
Grande appassionata di alpinismo, Antonia Pozzi frequentò il CAI e i corsi di arrampicata e sci, frequentando assiduamente non solo le Grigne, ma anche le Dolomiti e le vette della Valle d’Aosta.
Il percorso all’interno della dimora è stato impreziosito dalla lettura ad alta voce di numerose sue liriche; l’omaggio ai suoi versi è poi proseguito durante la successiva cena conviviale del club, ospitata dall’agriturismo “Cascina Trote Blu”.
Oggi la Pozzi – che vanta tra i suoi più autorevoli estimatori e critici il Cardinale Gianfranco Ravasi – è una voce poetica internazionalmente riconosciuta, tradotta in numerosi Paesi, e la sua casa a Pasturo è diventata una meta di pellegrinaggio culturale per studiosi e lettori da tutto il mondo.
