Il mondo è con il fiato sospeso per quello che decideranno Trump e Putin nel loro incontro in Alaska. Da loro dipende il destino di miliardi di persone ed è ovvio che si generino speranze o preoccupazioni che sono sentimenti umanissimi, ma legati alla contemporaneità e orizzontalità terrene.
Se innalziamo lo sguardo al piano trascendentale, visto che oggi, almeno noi cattolici, facciamo memoria dell’Assunzione di Maria, cambia completamente la prospettiva degli avvenimenti terreni in cui siamo coinvolti.
Certo sarebbe folle non occuparci di quanto avviene intorno a noi (e desistere dall’impegnarci per migliorare la qualità della vita), ma altrettanto irrazionale è negare l’aspetto spirituale che è in noi.
Oggi, celebrando la festa dell’Assunzione di Maria al cielo, possiamo cogliere l’occasione per nutrire il nostro spirito e dare il giusto peso alle preoccupazioni terrene che sono ben poca cosa in una prospettiva escatologica.
Il giorno dell’Assunta può essere una felice occasione per ricordarci della vita soprannaturale a cui siamo destinati. In questo senso possono aiutarci le parole del monaco Enzo Bianchi che il 15 Agosto 2000, riflettendo sulla memoria della Dormizione di Maria, si soffermava su quella “Terra del cielo”, con cui la Madre di Gesù è acclamata, per spiegare che tale espressione «indica un duplice cammino: quello della grazia pellegrina in cerca della creazione e quello della grazia in attesa della pienezza di vita presente come seme nel proprio cuore. Essere “luogo-sito di Colui che non ha luogo-sito” ed essere terra del cielo è forse la vocazione più vera e autentica di Maria, la parola più eloquente che si possa dire su colei che ci consegna, proprio nel silenzio adorante, la sua Parola più preziosa: il Dio fatto uomo, la Parola diventata carne”».
Altrettanto penetranti sono anche le parole del teologo Romano Guardini (1885-1968) quando illustra come Maria rispose alla chiamata divina con un passo nell’impenetrabile: la fede pura. «Sotto la guida di Dio, ella deve arrischiare il suo essere personale avventurandosi in qualcosa che è impossibile con presupposti puramente naturali. Con ciò ella deve fare quanto, nella storia della rivelazione svoltasi fino ad allora, il popolo eletto avrebbe dovuto fare continuamente, ma ha fatto di rado: avere una storia che scaturisca dalla fede».
Con puntigliosa precisione il Teologo annota poi che «Maria non crede solo con la sua interiorità religiosa, accanto alla quale il resto della sua vita segue le leggi generali, ma in questa fede riceve la forma stessa della sua esistenza umana e femminile. Di là viene la particolare purezza propria della Madre del Signore. Nell’ora dell’annunciazione, ella decide di esistere totalmente sulla base della fede. Fuor della fede, d’ora in poi, ella è nulla, e tutto ciò che ella è, è atto di fede».
Questo tuffo nell’essenza delle cose ultime ci dovrebbe rasserenare e far capire che anche le decisioni dei grandi della Terra, per quanto incidenti sulla vita di miliardi di esseri umani, restano comunque transeunte. Salvarsi l’anima, sull’esempio di Maria, resta l’obiettivo fondamentale.
