di Daniele Carozzi – Perché non portare la provata esperienza nel combattere le mafie al servizio dei milanesi? È la proposta del generale Carmelo Burgio, candidato a sindaco di Milano nella lista di Futuro Nazionale, e scaturita dalla presentazione del suo libro “Guerra alla camorra – Assalto ai Casalesi”, tenutasi giovedì all’Hotel Cavalieri di Milano.
Un tomo di oltre quattrocento pagine dove, fra cronaca e autobiografia, l’ufficiale dei carabinieri narra le esperienze vissute sul campo contro le tre principali mafie che «ora fanno i loro loschi affari insieme». E siccome hanno capito che a Milano cola il grasso, i loro tentacoli sono presenti ovunque: non solo negli appalti, ora anche nella ristorazione e in altri proficui settori. «Usano sempre meno le armi. Ma si impossessano di aziende e attività, utili per “lavare” il danaro sporco e dunque apparire legali». Certo, è una ricerca difficile, da gente esperta nell’intelligence e nell’investigazione. Insomma qualcosa di appropriato per un esperto carabiniere.
«Il tempo per verificare se un’azienda è “pulita” al fine di partecipare ad opere pubbliche, era di soli cinque giorni. Ma in cinque giorni non si ha la possibilità di esaminare le “scatole cinese” di talune attività, con i loro passaggi da un paradiso fiscale all’altro. Ebbene, quando lo feci presente, il tempo mi venne ridotto a tre giorni…»
Le prime esperienze di Burgio furono, quale giovane ufficiale con il grado di capitano, a Caserta. «Lì mi mandarono e lì andai. Non ho mai chiesto di andare volontariamente in altre zone, perché quando si è comandati si ha il diritto di mugugno» dice con sorriso. Ha anche avuto modo di scoprire militari infedeli, sui quali gli era stato chiesto di chiudere un occhio per non screditare l’Arma. «E invece li ho denunciati e mandati sotto giudizio, perché i colleghi collusi con la malavita rappresentano un freno a mano sulla macchina della Giustizia.» Alla domanda della giornalista quale può essere il “modello Burgio” per rispondere alle esigenze della metropoli ambrosiana, che ha registrato un amento del 24% di rapine negli ultimi 7 anni, Burgio risponde che «quali Carabinieri abbiamo rapporti con tutti: dai sindacati alle scuole fino alla Chiesa. Rapporti che vanno guidati, motivati. Non vale essere soltanto un manager, saper comandare. Occorre convincimento, carisma.
E un sindaco che, indossando la fascia tricolore deve soddisfare la cittadinanza, a prescindere da chi lo ha votato o meno, ha a sua disposizione la Polizia Locale, l’Annonaria e le Associazioni di volontariato che possono informare, segnalare… Per me – conclude Burgio – l’incolumità del cittadino è assolutamente prioritaria. Tutto il rispetto per chi lavora, osserva le regole e si comporta bene, senza distinzione di colore, etnia o nazionalità. Chi non è nella legalità o delinque, va estradato».

