Vannacci e Burgio al gazebo di Oberdan: a domanda rispondono

di Daniele Carozzi – Il gazebo imbandierato di tricolori è in piazza Oberdan, guardato a vista da agenti della Digos e da poliziotti in uniforme. Quando arriva Vannacci il pubblico dei sostenitori lo accoglie scandendo a gran voce “ge-ne-ra-le”. Chi si aspetta il solito pistolotto pre-elettorale, si sbaglia. Con la disinvoltura a lui ormai consueta, si mette a disposizione dei numerosi giornalisti presenti per una botta e risposta alle loro domande. L’Europa? “Siamo sottomessi a Bruxelles. Possiamo parlare di tutto, ma non possiamo scordarci di quelli che sono i prioritari bisogni della nazione”.

A chi sottopone il problema di taluni assembramenti di Destra che rimembrano il passato: “Macché fascismo, non c’è nessuna voglia di ricostituire il partito fascista. Ma vi sono ricorrenze storiche che non possono essere ignorate”. E il 25 Aprile? “Quando ero in uniforme ho partecipato numerose volte alle manifestazioni del 25 Aprile. Ora che sono in borghese vi parteciperò quando questa non sarà più una data divisiva”. Le devastazioni subite dalle piazze e dai commercianti? “Faremo pagare i danni ai vandali. Andremo a prenderli casa per casa…. La possibilità di dimostrare è garantita dalla Costituzione, ma non deve essere un impedimento per le libertà degli altri cittadini. Per i criminali non abbiamo quartiere”.

Qualcuno lo accusa di non aver portato personalmente la sua solidarietà a chi ha subito i danneggiamenti. “Non l’ho fatto personalmente, ma lo hanno fatto i miei rappresentanti. E vi dirò di più: una unità che funziona, la si vede quando il comandante non c’è”. E aggiunge: “de minimis non curat praetor”; ma chissà quanti l’avranno capita. Qualcuno lo crocefigge con i sondaggi, che lo danno in calo. “Io non mi fido dei sondaggi. Ogni settimana ci sono 6 sondaggi su mille persone. Seimila persone a settimana per 26 settimane, fanno circa 160 mila persone intervistate. Un numero irrisorio!”.

Poi si rivolge al pubblico: “qualcuno di voi è mai stato interpellato per un sondaggio?” Segue uno scrosciante coro di “no”. “Qualche amico di voi presenti è stato mai intervistato per un sondaggio?” Altra valanga di “no”. Ma, ribatte qualche giornalista, gli iscritti di F.N. sono in calo. “Guardi, le posso assicurare che, al netto di quelli che se ne vanno o vengono allontanati, gli iscritti che si aggiungono sono mille a settimana. E noi – aggiunge – a chi se ne va, diamo vivande e cavalli freschi”. Ma un generale può essere adeguato a governare un Paese? “Mah… qualche esempio precedente lo abbiamo: da Napoleone a Churchill, per finire con De Gaulle…”Quindi lei si paragona a Napoleone? Chiede un giornalista. “Ma no, ci mancherebbe, anche perché era più basso di me…”

È poi il momento di Burgio, giunto al gazebo accanto a lui. A chi gli chiede se conosce Milano: “Milano la conosco più di quanto si possa credere. E per me, esserne il sindaco, sarebbe come tornare a casa.” Ma un generale è adeguato a fare il sindaco? “Se un magistrato come De Magistris ha potuto fare il sindaco di Napoli, non vedo perché un generale non possa essere sindaco di Milano”. Sulle cosiddette “ronde”? “Quello di “ronde” è il termine volutamente dispregiativo utilizzato dalla Sinistra.

Io sono della convinzione che se alcuni cittadini vogliono fare qualche passeggiata serale per vedere se tutto va bene, ed eventualmente avvisare le Forze dell’Ordine, non v’è nulla di male”. Qualche proposta da sindaco? “Voglio aiutare le periferie. Spese per il Municipio 1: zero. Via le “piazze tattili”, via le ciclabili pericolose, incoraggiare gli orari della Metropolitana e reintrodurre i controlli della Polizia Locale sui mezzi pubblici”. Sui parà a Milano, cosa ne pensa? “Certo, si poteva fare di meglio lasciando loro maggiore agibilità, tuttavia la loro presenza è già un fattore dissuasivo per i malintenzionati”. Farebbe accordi con la Sardone? “Perché no?”

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