Duomo e cimiteri di Milano il programma di Ognissanti e Commemorazione dei defunti con l’Arcivescovo Delpini

Dal 1° al 2 Novembre 2026 l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, presiederà le principali celebrazioni nei luoghi simbolo della diocesi, offrendo al contempo una profonda riflessione pastorale sul rito delle esequie, sul valore della memoria e sul rapporto tra fede e dolore.

Le solennità si apriranno domenica 1° Novembre: alle ore 11:00 l’Arcivescovo presiederà il solenne Pontificale nel Duomo di Milano. Nel pomeriggio, alle ore 14:30, si recherà in preghiera al Cimitero Maggiore, mentre alle 15:30 presiederà la Messa per tutti i fedeli defunti al Cimitero Monumentale.

Lunedì 2 Novembre, giorno tradizionalmente dedicato alla Commemorazione dei defunti, monsignor Delpini guiderà le celebrazioni eucaristiche alle 9:30 nella Basilica di Sant’Ambrogio — alla presenza dei rappresentanti delle Forze Armate — alle 15:30 al Cimitero di Chiaravalle e infine alle 17:30 in Duomo. Nel corso della giornata l’Arcivescovo visiterà per un momento di raccoglimento anche i cimiteri di Greco, Bruzzano, Lambrate e Baggio, mentre altre liturgie nei camposanti cittadini saranno presiedute dai Vicari episcopali.

In concomitanza con queste giornate di preghiera, monsignor Delpini ha voluto indirizzare alle comunità cristiane una nuova Lettera sulla celebrazione delle esequie e la professione di fede nella risurrezione. Richiamando il Direttorio diocesano del 2017, l’Arcivescovo invita a fare di ogni funerale un’autentica occasione di evangelizzazione e fraternità, offrendo alcune disposizioni pratiche: il dolore per la perdita di una persona cara non è un fatto privato. L’Arcivescovo sottolinea che le agenzie funebri non devono fungere da barriera ma da tramite per l’incontro con le famiglie. Viene inoltre ribadito che nelle “sale del commiato” non è possibile celebrare funerali religiosi, sebbene i ministri e i fedeli siano invitati a visitarle per esprimere vicinanza e preghiera. Monsignor Delpini ricorda con fermezza che “per la celebrazione del funerale non c’è una tariffa da versare alla parrocchia” e che le onoranze funebri non devono includere offerte obbligatorie nei propri listini. Eventuali contributi economici restano un atto libero della famiglia. La scelta tra la Santa Messa e la Liturgia della Parola va concordata tenendo conto della sensibilità dei familiari e della partecipazione del defunto alla vita ecclesiale. Inoltre, eventuali ricordi o discorsi al termine della funzione dovranno essere concordati preventivamente e svolgersi a celebrazione conclusa, quando i ministri si sono già ritirati in sacrestia. Nel confermare la preferenza della Chiesa per la sepoltura tradizionale, l’Arcivescovo ricorda che la cremazione non deve diventare segno di indifferenza e ribadisce che conservare le urne in casa contraddice la dimensione comunitaria della fede. Le ceneri vanno custodite nei cimiteri o, laddove previsto nelle città, in spazi idonei benedetti.

La lettera si conclude con un forte invito alla prossimità: terminate le esequie, la comunità cristiana è chiamata a non lasciare sole le famiglie nel lutto, sostenendole con la preghiera costante e la solidarietà fraterna nella certezza che “la vita non è tolta, ma trasformata”.

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