UN Women Italy, la rappresentanza italiana dell’Ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza e l’empowerment femminile, ha lanciato la campagna globale “UNiTE 2025 – Orange the World” con l’obiettivo di generare consapevolezza e condanna sociale contro la violenza digitale di genere, un fenomeno ancora troppo sottovalutato.
Nonostante i progressi, la violenza contro donne e ragazze rimane la violazione dei diritti umani più diffusa a livello globale, con una donna su tre che la subisce nel corso della vita. Le tecnologie digitali hanno introdotto nuove forme di abuso, come la pornografia deepfake e la disinformazione di genere. L’urgenza è sottolineata dai dati italiani, dove nel 2024 la Polizia Postale ha registrato quasi 2.000 casi di reati online contro le donne.
La campagna UNiTE 2025 si articola su sette obiettivi chiave, tra cui:
Condannare tutte le forme di violenza digitale.
Rafforzare la trasparenza e la responsabilità delle aziende tecnologiche.
Garantire servizi di supporto specializzati alle vittime.
Promuovere la resilienza digitale e l’alfabetizzazione tecnologica.
L’iniziativa si inserisce nei 16 giorni di attivismo che vanno dal 25 novembre (Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne) al 10 dicembre (Giornata dei diritti umani), un periodo simbolico in cui l’arancione rappresenta un futuro libero dalla violenza.
AVIS ha scelto di aderire alla campagna, veicolandone i messaggi sui propri canali e sedi per sensibilizzare soci, dipendenti e la società civile.
Maria Gianuario, referente per le politiche di genere di AVIS, ha spiegato che l’adesione riflette il principio fondante dell’associazione: “curare il prossimo”, che non riguarda solo la salute ma anche lo schierarsi in prima linea contro ogni forma di sopruso, definendo la violenza di genere “un qualcosa di estremamente attuale che non si addice a una società matura, civile e attenta ai bisogni degli altri”.
Katja Besseghini di UN Women Italy ha evidenziato come la violenza si sia adattata alla tecnologia, sottolineando che in Italia “il 20% delle donne che subiscono violenza online, dichiara di aver poi subito abusi nella vita reale”. Per questo, ha concluso, è urgente una presa di responsabilità collettiva per un reale cambiamento culturale.
