Varenna celebra la Liberazione: la sfida di essere comunità e non solo paesaggio

Questa mattina sabato 25 Aprile, la comunità di Varenna si è ritrovata alla Montagnetta di Fiumelatte per celebrare l’ottantunesimo anniversario della Liberazione, trasformando un luogo simbolo del sacrificio partigiano in uno spazio di riflessione viva sul presente. La cerimonia, svoltasi alla presenza delle autorità civili e militari e accompagnata dalle note della fisarmonica e dai canti della Resistenza, ha trovato il suo momento più alto nel discorso del Sindaco Mauro Manzoni, il quale ha voluto tracciare un ponte ideale tra il coraggio di chi scelse la clandestinità nel 1945 e le sfide etiche della società contemporanea.

Il Primo Cittadino ha centrato il suo intervento sul concetto di “zelo”, inteso come un ardore interiore e una capacità di indignarsi che spinse allora, come dovrebbe spingere oggi, a rifiutare la viltà del silenzio. Citando figure come Primo Levi e Albert Camus, Manzoni ha ricordato che la libertà non è un bene acquisito una volta per tutte, ma una fiamma che richiede cura costante, ribadendo con forza che la memoria deve essere intesa come la prima e più necessaria forma di vigilanza. Richiamando Dostoevskij, ha poi delineato una visione della libertà che non è mero arbitrio, ma profonda assunzione di responsabilità verso l’altro, un concetto che trova riscontro persino nell’umiltà dei protagonisti manzoniani, capaci di restare fedeli alla propria dignità nonostante le prepotenze della storia.

Il passaggio più accorato del discorso è stato però quello dedicato alla realtà locale, dove il Sindaco ha dato alla parola “libertà” un’accezione estremamente concreta e territoriale. Di fronte a una Varenna che rischia di trasformarsi in uno scenario magnifico ma svuotato di residenti a causa delle dinamiche turistiche, Manzoni ha affermato che oggi la vera libertà è quella di poter restare e di scegliere di essere una comunità autentica, fatta di persone che si guardano negli occhi e non solo di un paesaggio da ammirare. Questa cura reciproca, ha sottolineato, è l’unico modo per non ridursi a una bellezza di superficie ma continuare a essere un organismo vivo. A fargli eco è stato l’intervento di Roberto Citterio per l’ANPI, che ha indicato nella partecipazione popolare e nel rispetto dei diritti sociali i pilastri per onorare la Liberazione in un mondo ancora segnato da conflitti, invitando tutti a riscoprire la speranza in una convivenza fondata sul dialogo e sulla dignità umana.

Didascalia: immagini di Brembilla

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