Tutta colpa di Lucy. Indagine sul male e su un’ umanità interrotta

“Tutta colpa di Lucy. Indagine sul male e su un’ umanità interrotta” di Carla Tommasina, edizione Àncora, è un saggio-racconto che affronta e cerca di definire le origini del male e della sofferenza umana. Ciò avviene partendo da un’ipotesi definita “il rifiuto originario”; si tratta di un evento traumatico, un tradimento per l’anima che determina una frattura dell’essere umano.

Il testo affronta l’origine del male attraverso una riflessione filosofica e psicologica suggerendo che ciò che genera il male stesso è come un’ombra che opprime l’uomo e non si tratta di un evento recente ma che ha origini profonde.

Il tema principale del libro è, quindi, l’analisi del male, della paura, della solitudine detta cosmica e del senso di colpa attraverso la combinazione di elementi propri di un saggio, di una analisi psicologica e una narrazione che indagano su di un trauma originario della specie.

Il libro è rivolto a coloro che si sentono soli, insicuri, che si nascondono spaventati da un’ombra che pur non avendo sembianze umane è in grado di controllare le loro esistenze.

Il libro racconta di persone che vivono sotto un cielo troppo basso che si lacera come un dito, che sono arrabbiate ma non sanno il perché, a coloro che odiano i normali a cui il mondo appartiene; a coloro che hanno paura di amare e restano soli in quella che è una solitudine cosmica.

Il testo si rivolge a queste persone dicendo che ciò che provano non riguarda solo loro e che non sono soli offrendo una prospettiva che unisce biologia e speranza.

Perché Lucy? Carla Tommasina sceglie il nome di un ominide di sesso femminile risalente a più di tre milioni di anni fa scoperto in Etiopia nel 1974; la scelta è quella di dare un volto al male senza volere fare ipotesi sulla storia della specie.

Per l’autrice per capire le radici del male occorre partire da un presupposto: l’essere umano vive in uno stato di difesa-attacco quindi in una condizione di allerta costante; occorre anche definire il ruolo dell’IO in uno schema definito: più l’IO, che è la nostra interfaccia con la realtà, è a contatto con il mondo reale più il fantasma originario ancestrale sarà tenuto lontano; più l’IO ha una presa debole sulla realtà più sarà in balia delle ombre.

Quindi se si applica questo schema la salvezza è nella realtà e più viviamo nel reale più siamo al riparo dalle incursioni dell’inconscio.

Più c’è realtà relazionale minore è il rischio che la frattura relazionale originaria riesca a manifestarsi.

Un tema che ricorre spesso nel libro è “Non chiudete quella porta”; si tratta della porta sul mondo, sulla realtà; se si pensa che isolandosi da ciò che è reale, decidendo di evitare la fatica di vivere e le frustrazioni conseguenti, possa tenerci al riparo dall’infelicità andiamo a commettere un grave errore perché ciò ci porta a vivere in uno stato di difesa-attacco quindi sempre in uno stato di allerta.

Carla Tommasina afferma che tutta la sofferenza, l’ombra che ci opprime viene da lontano ed è di tutti anche se alcuni la ricordano di più. Ciò che la psicologia tenta di fare è la filosofia fa da sempre è affermare che la libertà è nel sapere; se sappiamo chi siamo e dove siamo possiamo decidere di costruire percorsi.

L’ipotesi del “Trauma Originario” serve per cercare di capire quali cose ci rendono infelici, paurosi, diffidenti rendendo la vita un inferno, arrivando a capire la cattiveria insista nel genere umano che ci allontana dagli altri e ci porta ad atti lesivi verso il prossimo.

Quindi ciò che serve e che l’IO sia saldamente legato alla realtà; non possiamo vivere in un mondo virtuale dove crediamo di essere protetti.

Non è così che possiamo esistere altrimenti viviamo come ombre, come robot. L’essere umano ha un’ anima che non può essere separata dal corpo, anima che dev’essere intesa come animazione, quindi come movimento.

Per definizione, avendo un’anima, siamo esseri che si muovono; privare un essere umano del suo movimento, delle sue relazioni, della fatica necessaria per vivere, di vittorie e di sconfitte crea una sofferenza dell’anima ed è per questo che l’anima impazzisce.

Tutta colpa di Lucy – pagg. 326, euro 23.00 editore Àncora

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