«…in questo momento io sento un rammarico di non possedere quella virtù che può tutto illustrare, di non poter dare uno splendore perpetuo di fama a queste parole: Prete Serafino Morazzone Curato di Chiuso.» — Alessandro Manzoni, Gli sposi promessi
Con queste parole cariche di sincero rimpianto, Alessandro Manzoni scelse di onorare la memoria del suo caro amico, il curato di Chiuso. Un legame così profondo da spingere il grande romanziere a inserire un omaggio eterno all’interno del suo capolavoro: fu proprio la canonica di Don Serafino a ispirare il luogo dell’incontro fondamentale tra il Cardinale Borromeo e l’Innominato (allora chiamato “il conte del sagrato”).
Conosciuta dai contemporanei come un porto di misericordia, la canonica era il riflesso della benevolenza di Don Serafino, capace di accogliere ogni penitente con straordinaria umanità. Profondamente colpito dal commosso addio che il popolo e il clero tributarono al curato durante i funerali nel 1822, Manzoni decise di trasformare quella realtà storica in una scena immortale della letteratura italiana.
Oggi, l’Associazione Amici del Beato Serafino Morazzone invita la cittadinanza a riscoprire questi luoghi carichi di fascino e spiritualità attraverso due visite guidate presso il Museo del Beato Serafino, la storica canonica che vide la conversione dell’Innominato.
Domenica 12 aprile alle ore 15:30; Lunedì 13 aprile alle ore 18:00
Contatti: Per informazioni e prenotazioni, scrivere a museobeatoserafino@gmail.com. Chiuso (Lecco), presso la statua del Beato Serafino (angolo tra via del Sarto e via ai Molini). Le visite sono a offerta libera. Gradita (ma non obbligatoria) per una migliore gestione dei gruppi.
