Spiraglio per l’Electrolux: stop alle procedure di esubero, Regione Lombardia punta a “quota zero licenziamenti”

Fumata bianca parziale al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la crisi Electrolux. Al termine del vertice convocato a Roma, a cui ha preso parte anche Regione Lombardia, l’azienda ha accettato di congelare le procedure per i 1.700 esuberi nazionali, aprendo al dialogo per trovare soluzioni alternative. Una boccata d’ossigeno cruciale soprattutto per lo stabilimento di Solaro (Milano), dove erano a rischio oltre 215 posti di lavoro tra gli operai e decine tra gli impiegati. L’assessore regionale al Lavoro, Simona Tironi, ha confermato la linea della fermezza: la Lombardia è pronta a mettere in campo incentivi economici, ma solo a fronte di un piano industriale che garantisca zero licenziamenti e la piena tutela dei lavoratori, compresi i precari.

” Una buona notizia per la vicenda Electrolux arriva al termine del vertice convocato a Roma, nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), a cui ha partecipato l’assessore all’Istruzione, Formazione e lavoro di Regione Lombardia, Simona Tironi. Electrolux – dice l’assessore – pur non ritirando il piano da 1.700 esuberi, ha sospeso ogni procedura e accettato di sedersi a un tavolo di confronto per valutare alternative. Per Regione Lombardia – spiega – rispetto allo stabilimento di Solaro (MI), sul quale erano previsti oltre 215 esuberi tra gli operai e probabilmente diverse decine di esuberi tra i 100 impiegati, si tratta di una buona notizia. Il tavolo di confronto si è chiuso con alcuni punti ritenuti inderogabili: la sospensione dei licenziamenti e un nuovo piano che scongiuri gli esuberi e che rilanci lo stabilimento di Solaro, anche grazie a investimenti pubblici in grado da mantenerlo competitivo, produttivo ed efficiente. Lo stesso piano originario – chiarisce Tironi – prevedeva un aumento dei volumi produttivi a Solaro e quindi, per rispetto del nostro territorio operoso e delle lavoratrici e lavoratori lombardi, riteniamo che si possa e si debba sostenere con forza la piena occupazione nello stabilimento, pari a quella attuale, inclusi i dipendenti a tempo determinato. Siamo pronti a fare la nostra parte – conclude l’assessore regionale – anche per favorire ulteriori investimenti attraverso gli strumenti regionali per lo sviluppo economico, ma sempre solo a condizione che si trovi una alternativa a zero esuberi”.

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