Soccorso stradale: procedure d’intervento probabilmente da rivedere

Un episodio avvenuto qualche mese fa sull’autostrada A4, nei pressi dello svincolo di Bergamo, continua a sollevare interrogativi sulla gestione dei soccorsi e sulla sicurezza degli automobilisti. La vicenda, che riguarda un’auto bloccata in una delle zone più pericolose della tratta, mette in luce dinamiche poco chiare e comunicazioni discordanti tra assicurazioni, società autostradali e forze dell’ordine.

Venerdì 17 Ottobre, poco dopo le 21.00, un’Alfa Romeo 147 si ferma improvvisamente sulla corsia di accelerazione dello svincolo di Bergamo, in direzione Brescia. Una posizione altamente rischiosa, dove i veicoli sopraggiungono a velocità elevata e senza possibilità di prevedere un ostacolo fermo. Viene subito attivato dal conducente della vettura il soccorso stradale garantito dalla polizza assicurativa. Nel frattempo, rendendosi conto della pericolosità estrema della situazione, l’automobilista, dopo avere posto il triangolo di sicurezza e indossato il gilet catarifrangente, chiama anche la Polizia Stradale per segnalare l’emergenza e chiedere l’invio urgente di una pattuglia che possa mettere in sicurezza la zona (dando visibilità alle vetture in transito).

Alle 22.25, più di un’ora dopo il guasto, arriva una comunicazione inattesa: un operatore che si identifica appartenere a Europe Assistance informa che il soccorso stradale è stato annullato. La motivazione? La Polizia Stradale – conferma l’operatore – ha già predisposto l’invio sul luogo di un mezzo di soccorso.

L’automobilista dell’Alfa Romeo 147 rimane basito perché era stato lui stesso ad allertare la Polizia della Strada convinto di essere prontamente assistito e non certo per chiedere che si attivasse per trovare un carro attrezzato per la rimozione del proprio veicolo. Commento del funzionario dell’Assicurazione interpellato per l’occasione: «Succede spesso che la Polizia Stradale attivi una simile procedura».

Alla vicenda si aggiunge un dettaglio tutt’altro che rassicurante: i rimborsi, in questi casi, non sono affatto garantiti, anche quando si è in possesso di regolare fattura.

Quella sera del 17 Ottobre solo dieci minuti prima del carro attrezzi inviato dalla Polizia Stradale arriverà sul posto un’auto di Autostrade per l’Italia per segnalare il pericolo. Un intervento che solo eufemisticamente si può dire tardivo. Solo la buona sorte ha scongiurato la tragedia che avrebbe potuto colpire l’automobilista rimasto in panne per un guasto.

La vicenda pone una serie d’interrogativi che dovrebbero allarmare gli enti e le istituzioni preposte alla sicurezza sulle strade e ancor più sulle autostrade. Perché il soccorso stradale previsto dalla polizza assicurativa è stato arbitrariamente annullato dalla Polizia stradale e sostituito con un altro?

Perché nessuna pattuglia della Polstrada è intervenuta tenuto conto che la vettura in panne era a poca distanza dal casello autostradale di Bergamo città?

Come si giustifica l’arrivo tardivo di Autostrade per l’Italia?

Per quale motivo i rimborsi risultano difficili da ottenere dalle Assicurazioni, pur presentando una fattura regolare?

Al di là dell’apprensione patita dall’automobilista, la vicenda occorsagli solleva dubbi su procedure e tempi di intervento in caso di soccorso lungo le autostrade.

didascalia: immagine di repertorio

Condividi:

Post correlati