San Colombano – Un santo per l’ Europa

Prima di immergersi nelle pagine di “San Colombano”, recente saggio di Paolo Gulisano edito da Àncora, è necessario inquadrare la figura dell’autore. Medico di professione, ma storico e saggista per vocazione, Gulisano è una delle voci più autorevoli nel panorama cattolico per quanto riguarda la riscoperta delle radici identitarie dell’Occidente.

Esperto di cultura celtica e del pensiero di Tolkien, ha dedicato tempo ed energie a rintracciare i fili invisibili che legano la fede cristiana alla costruzione della civiltà. In questa opera, Gulisano non si limita a una biografia agiografica, ma compie un’operazione culturale profonda, partendo da una riflessione sull’Europa quanto mai attuale.

Se oggi il “vecchio continente” appare spesso come un insieme di freddi algoritmi economici, l’Autore ci ricorda, citando il cardinale Ratzinger nel 2004, che l’Europa non è un soggetto semplicemente geografico, bensì una precisa entità culturale e storica.

Questa visione si sposa perfettamente con l’intuizione di Robert Schuman, uno dei padri dell’integrazione europea, che definì San Colombano come il patrono di coloro che si prodigano per la causa dell’Europa unita.

Colombano, monaco fiero e instancabile, fu il catalizzatore di un incontro epocale: quello tra la vibrante spiritualità celtica e la struttura del cristianesimo romano. Gulisano descrive con maestria come il monaco irlandese abbia presentato il messaggio cristiano alle allora “nuove” generazioni germaniche, filtrandolo attraverso la lente della tradizione dei monasteri dell’Isola dei Santi.

Fu grazie a questo sforzo che i popoli barbari trovarono una via di integrazione con la tradizione latina conservata nei cenobi, dove di lì a poco si sarebbe imposta la Regola benedettina, creando una sintesi che avrebbe retto il mondo per un millennio.

Il merito storico e spirituale di Colombano, come sottolineato con vigore nel testo, fu quello di spendere l’intera esistenza affinché l’Europa diventasse una “patria” dell’anima, un luogo in cui riconoscersi e per il quale impegnarsi.

Gulisano articola questo viaggio attraverso riflessioni cruciali raccolte in passaggi significativi come “L’avventura della fede”, “Unità nella diversità” e “Fede nella libertà”. Sono capitoli che parlano al lettore moderno con urgenza, ricordando che la dignità europea si fonda da quattordici secoli su valori inscindibili: una fede che non opprime, una dignità umana che non scende a patti e una libertà che è anzitutto responsabilità.

Sono i medesimi valori che Colombano amò e difese strenuamente e che, oggi più che mai, rappresentano una bussola necessaria.

Il libro non trascura l’aspetto devozionale e pratico, offrendo al lettore la preghiera originale di San Colombano e una meticolosa mappatura delle comunità colombaniane. Grazie a elenchi raccolti con estrema precisione, l’opera documenta la presenza della memoria del Santo in Italia, in Europa e persino in territori extra-europei, dimostrando che il seme gettato dal monaco pellegrino continua a germogliare.

In definitiva, quella di Gulisano è una lettura necessaria per chiunque voglia capire che l’Europa non è nata nei palazzi di Bruxelles, ma tra i boschi e le pergamene dei monasteri, sotto il passo deciso di uomini che, come Colombano, non temevano di attraversare l’ignoto per seminare la speranza.

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