Oltre il boschetto della droga Rogoredo si colora con la festa delle genti e l’Arcivescovo Delpini

Domenica 24 Maggio, ricorre nella Chiesa cattolica la solennità di Pentecoste, una delle feste più importanti per i cristiani, nel ricordo della discesa dello Spirito santo su Maria e sugli apostoli, 50 giorni dopo la Pasqua. L’Arcivescovo, mons. Mario Delpini, presiederà alle ore 10.30 la Messa nella parrocchia Sacra Famiglia di Rogoredo, a Milano (via Monte Peralba 15).

Come avviene ormai da diversi anni, la domenica di Pentecoste coincide con la Festa delle Genti, un appuntamento molto atteso che riunisce le comunità cattoliche migranti presenti nella Diocesi ambrosiana: filippini e latino-americani i più numerosi, ma anche cinesi, coreani, srilankesi, eritrei, libanesi, albanesi, polacchi; e ancora, rumeni e ucraini di rito latino e di rito bizantino, oltre alle varie comunità di cattolici francofoni e anglofoni.

Celebrare questa ricorrenza nel quartiere di Rogoredo, spesso oggetto di una narrazione pubblica centrata sulle sue criticità, assume un significato particolare. «È vero – spiega don Danilo Marcodoppido, parroco alla Sacra Famiglia di Rogoredo – che le persone del quartiere convivono da anni con un contesto problematico (dal “boschetto” della droga ai fatti di cronaca dello scorso gennaio). Per fortuna però i residenti, invece di arrabbiarsi per questa situazione, mantengono sempre uno sguardo di umanità. Non esiste la paura di uscire di casa: i giovani vengono in oratorio e noi svolgiamo le nostre attività tranquillamente, anche con i bambini del catechismo».

Dopo la Messa, concelebrata dai presbiteri della parrocchia e dai cappellani delle comunità dei migranti, alle 12.30 l’Arcivescovo prenderà parte al pranzo comunitario, seguito, dalle 13.30, da un momento di festa. Il tema scelto per questa edizione della Festa delle Genti richiama un versetto del profeta Isaia: «Spezzeranno le spade e ne faranno aratri», un’immagine che rimanda a una pace non solo auspicata, ma da costruire concretamente nella vita quotidiana. In questa prospettiva si inserisce anche il significato del pranzo condiviso durante il quale nei 25 gazebo allestiti le varie comunità offriranno i piatti tipici delle proprie culture, da condividere con tutti i partecipanti.

Come spiega don Alberto Vitali, responsabile della Pastorale dei migranti della Diocesi, il messaggio va oltre il semplice rifiuto della guerra: «Non basta dire “pace, pace”, o chiedere il controllo degli armamenti. La pace va costruita concretamente».

La Festa delle Genti coinvolgerà quest’anno circa 25 comunità. Tra le novità, la presenza della neoistituita cappellania siro-malabarese, dedicata ai fedeli di origine indiana.

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