Nei venti ostaggi israeliani vivi non ci sono donne…

Generale Giuseppe Morabito membro del Direttorio della NATO Defence College – L’esercito israeliano afferma che 20 ostaggi vivi e i corpi di 15 ostaggi deceduti sono stati restituiti a Israele dai terroristi di Hamas in base all’accordo di cessate il fuoco di Gaza.

Fino al 13 ottobre, 48 ostaggi erano ancora detenuti a Gaza, 28 dei quali erano, purtroppo, deceduti. Tutti gli ostaggi (tranne uno) facevano parte delle 251 persone rapite durante l’attacco terroristico organizzato da Hamas al sud di Israele il 7 ottobre 2023, durante il quale sono state uccise più di 1.200 persone. Israele aveva risposto al massacro lanciando una campagna militare a Gaza, durante la quale avrebbero perso la vita più di 60.000 persone (la grande maggioranza utilizzati dai terroristi quali scudi umani), secondo il Ministero della Salute del territorio (si tratta di una fonte gestita da Hamas e quindi scarsamente attendibile e comunque qualunque sia l’attendibilità sono numeri importanti).

I commentatori sui social media hanno affermato che “nessuna donna” è sopravvissuta alla prigionia dopo il rilascio degli ultimi ostaggi rapiti da Hamas il 7 ottobre 2023. Queste affermazioni sono assolutamente rilevanti se si considerano quale siano le condizioni delle donne nella Striscia di Gaza.

L’affermazione secondo cui “nessuna donna” sarebbe sopravvissuta alla prigionia di Hamas in seguito agli attacchi del 7 ottobre 2023 nel sud di Israele si è ampiamente diffusa sui social media in seguito al rilascio di 20 ostaggi maschi all’inizio di questo mese.

Logicamente, queste affermazioni non considerano il fatto che alcune donne e bambini sono stati rilasciati in precedenti accordi sullo scambio di persone rapite e detenuti palestinesi in Israele negli ultimi due anni. Quanto precede non cancella dalle menti il ragionevole dubbio di come siano state trattate le donne rapite e mai tornate vive in Israele. La risposta verrà dalle autopsie sui loro corpi qualora fossero restituiti.

Nel frattempo, diverse fonti da tutta Europa hanno diffuso la notizia secondo cui nessuna donna sarebbe sopravvissuta agli “orrori” delle prigioni /cunicoli di Hamas. La triste realtà rimane comunque nel fatto che nessuna donna in ostaggio è sopravvissuta a Gaza per due anni.

I restanti 20 ostaggi ancora in vita che sono stati rilasciati da Gaza sono effettivamente tutti uomini, come stabilito nella lista pubblicata da Hamas e in quella compilata dall’Hostages and Missing Persons Families Forum e il15 ottobre, il corpo dell’ultima donna in ostaggio è stato restituito a Israele, dopo l’identificazione effettuata da esperti forensi.

Numerose fonti fanno riferimento alle violenze sessuali subite dalle donne il 7 ottobre, così come a quelle che sarebbero state subite dagli ostaggi prigionieri. A seguito di indagini, nel marzo 2024 le Nazioni Unite hanno riferito di avere fondati motivi per ritenere che violenze sessuali, inclusi stupri e stupri di gruppo, si siano verificate durante e dopo l’attacco del 7 ottobre. In cambio del rilascio di 20 ostaggi vivi il 13 ottobre, Israele ha liberato quasi 2.000 prigionieri palestinesi nelle sue carceri, nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco.

Tuttavia, l’accordo di cessate il fuoco rimane in uno stato precario. Hamas afferma di non essere riuscita a raggiungere tutti i resti perché sono sepolti sotto le macerie residue dopo il conflitto nella Striscia di Gaza. Israele ha accusato i militanti di temporeggiare e ha minacciato di riprendere le operazioni militari o di sospendere gli aiuti umanitari se tutti i resti non saranno restituiti.

Domenica, l’esercito israeliano ha reso noto che i militanti palestinesi hanno aperto il fuoco contro le sue truppe, uccidendo due soldati israeliani in zone di Rafah, nel sud di Gaza, sotto il controllo israeliano lungo le linee concordate per il cessate il fuoco. In risposta a questa interruzione della tregua ci sono stati attacchi israeliani che avrebbero causato delle vittime palestinesi, (sempre secondo il Ministero della Salute della Striscia di Gaza), gestito da Hamas.

Ciononostante, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha assicurato lunedì che l’accordo di cessate il fuoco è ancora in corso, con il Vicepresidente J.D. Vance in arrivo in Israele martedì per rafforzare l’accordo.
Non resta che sperare che il cessate il fuoco non sia ulteriormente violato.

didascalia: Generale Giuseppe Morabito membro del Direttorio della NATO Defence College 

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