Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), sezione nazionale del Club Alpino Italiano, ha presentato il bilancio delle attività svolte nel 2025. Da oltre 70 anni, il Corpo garantisce soccorsi tecnici e sanitari in ambienti montani, ipogei e impervi, contando su una rete di circa 7.000 tecnici altamente specializzati. Le operazioni sono condotte in stretta sinergia con il Numero Unico di Emergenza 112, il Servizio Sanitario Nazionale e i sistemi di emergenza-urgenza regionale, con l’obiettivo di prestare assistenza immediata, recuperare dispersi e garantire la sicurezza sul territorio nazionale.
L’anno appena concluso ha segnato un record storico: le missioni di soccorso sono state complessivamente 13.037 (di cui 11.287 gestite dal CNSAS e 1.750 dal Soccorso Alpino Valdostano). Si tratta di un aumento dell’8% rispetto al 2024, confermando un trend di crescita costante che mette a dura prova la macchina dei soccorsi. Questo sforzo straordinario si traduce in oltre 204.000 ore/uomo e il coinvolgimento di quasi 47.000 operatori sul campo.
Le dinamiche degli incidenti evidenziano criticità strutturali legate alla frequentazione della montagna:
Cadute e scivolate (45%): rimangono la causa principale, spesso riconducibile a scarsa preparazione tecnica o calzature inadeguate.
Malori (14,1%) e Incapacità (8,1%): dati che sottolineano come molti utenti affrontino percorsi superiori alle proprie capacità fisiche.
L’escursionismo si conferma l’attività più “a rischio” (43,6% degli interventi), seguito da mountain bike (7,6%) e sci (7,4%). Preoccupa la crescita degli incidenti in attività considerate erroneamente “facili” o accessibili, che attirano un numero sempre maggiore di praticanti poco esperti.
Il dato più critico del 2025 riguarda l’esito degli interventi. Si registrano:
528 decessi: un aumento del 13% rispetto all’anno precedente, un dato che inverte purtroppo il trend di miglioramento degli ultimi anni.
9.624 feriti e 4.231 illesi.
140 dispersi.
L’identikit del soccorso tipo è quello di un uomo (69,5%), di nazionalità italiana (81,1%) e di età compresa tra i 50 e i 60 anni, solitamente coinvolto in incidenti durante escursioni estive. Luglio e agosto rimangono infatti i mesi di massima criticità, concentrando quasi la metà degli interventi annuali.
In questo scenario complesso, la tecnologia si conferma un alleato vitale. L’app GeoResQ, sviluppata da CNSAS e CAI con il supporto della Protezione Civile, ha gestito 354 eventi critici nel 2025, permettendo localizzazioni rapide e precise grazie al GPS. Con 55.000 nuovi iscritti, l’app ha raggiunto i 256.000 utenti attivi, diventando uno strumento fondamentale per la prevenzione.
I dati del 2025 rafforzano l’urgenza di investire in formazione e sensibilizzazione. Il CNSAS rinnova l’appello alla prudenza: la sicurezza in montagna non dipende solo dai soccorritori, ma dalla consapevolezza dei propri limiti e dalla capacità, a volte necessaria, di saper rinunciare all’escursione quando le condizioni meteo o fisiche non sono ottimali.
