Malattie respiratorie, scattata la prima “fotografia” dei pazienti italiani al Congresso BE-Italy di Milano

Porre le basi per una gestione omogenea, personalizzata e all’avanguardia delle bronchiectasie, una patologia polmonare cronica e invalidante che in Italia colpisce circa 300.000 persone. Con questo obiettivo si è svolto a Milano, nelle giornate di sabato 23 e domenica 24 Maggio, il secondo Congresso Nazionale “BE-Italy”. L’evento, che ha riunito oltre 130 specialisti italiani ed europei, ha ricevuto il prestigioso patrocinio dell’Università degli Studi di Milano, di Humanitas University e dell’AIB (Associazione Italiana Bronchiettasie APS). Al centro del dibattito, la necessità di superare la frammentazione terapeutica per costruire una comunità scientifica integrata, capace di contrastare una malattia che rappresenta la terza patologia respiratoria cronica più frequente, ma che è ancora fortemente sottodiagnosticata.

Le bronchiectasie si caratterizzano per una dilatazione abnorme e permanente dei bronchi, con un conseguente accumulo di muco che l’organismo non riesce a eliminare. Questo danno anatomico irreversibile espone i pazienti a frequenti e gravi riacutizzazioni polmonari, compromettendone la qualità della vita e la sopravvivenza. Durante le sessioni scientifiche si è discusso dei nuovi scenari offerti dall’intelligenza artificiale applicata alla ricerca, dei biomarcatori e dell’importanza del coinvolgimento dei giovani medici attraverso il progetto Rising Stars.

Il Professor Francesco Blasi, Presidente del Congresso e Preside della Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Milano, ha sottolineato come la manifestazione sia stata una vera e propria piattaforma di lancio per la futura roadmap italiana delle bronchiectasie: «La partecipazione dei principali esperti internazionali ha permesso di coniugare innovazione clinica e multidisciplinarietà. Vogliamo promuovere la visione moderna del “one bronchiectasis”, un approccio trasversale che include anche lo studio delle connessioni con la fibrosi cistica per garantire modelli di cura avanzati».

Tra i momenti cardine del congresso vi è stata la presentazione di un importante studio italiano pubblicato di recente sull’ERS Journal. La ricerca ha analizzato i dati di 1.657 pazienti provenienti da 18 centri nazionali, confrontandoli con quelli del registro europeo EMBARC. «Questa fotografia, la più ampia mai scattata in Italia, evidenzia caratteristiche cliniche uniche», ha spiegato il Professor Stefano Aliberti, co-presidente del congresso e Ordinario presso Humanitas University. «I dati reali mostrano che i pazienti italiani presentano, rispetto al resto del Sud Europa, una minore gravità della malattia e una ridotta frequenza di infezioni da Pseudomonas aeruginosa, un batterio che aumenta il rischio di polmoniti ricorrenti. Un risultato eccellente, legato verosimilmente al grande utilizzo della fisioterapia respiratoria nel nostro Paese».

Un’importante novità di questa edizione è stata il “Fuori Congresso”, una serata aperta al pubblico nata per abbattere il muro dell’invisibilità che circonda i pazienti. Donatella Nobile, presidente di AIB APS, ha evidenziato il valore profondo di questa iniziativa: «Spesso ci sentiamo dire “ma non sembri malato”, mentre in realtà conviviamo con sintomi, come la tosse incessante, che ci spingono a isolarci. Raccontarsi in piazza è stato fondamentale». Per combattere il sommerso e i ritardi diagnostici – che oggi possono sfiorare i nove anni a causa di frequenti errori che confondono la malattia con asma o BPCO – l’associazione ha ricordato che è possibile scaricare gratuitamente dal sito bronchiectasie.org il “Libro Bianco sulle bronchiectasie”, uno strumento divulgativo fondamentale per favorire il dialogo tra medici di base, specialisti e famiglie.

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