L’Intelligenza Artificiale come risorsa preziosa, ma mai antropologicamente superiore alla persona e alla sua sensibilità etica e affettiva. Nel suo approfondito commento alla Magnifica Humanitas — la prima enciclica di Papa Leone presentata oggi, 25 maggio 2026 — monsignor Ettore Malnati analizza il cuore del terzo capitolo del documento pontificio. Una riflessione che, nel solco del magistero di Paolo VI e degli auspici della Carta di Trieste, richiama l’umanità al dovere del governo etico e della trasparenza della tecnica, arginando le derive del post-umanesimo per mettere la scienza al servizio dello sviluppo integrale di “tutto l’uomo e di ogni uomo”.
Oggi 25 Maggio 2026 lo stesso Papa Leone ha presentato nella nuova Sala del Sinodo la sua prima enciclica Magnifica Humanitas dove affronta, in particolare al cap 3, la grandezza della persona umana davanti alle promesse dell’ A.I. (nn.90-130).
Il Pontefice pone al centro del pensato e dell’agire antropologico la persona, sia nel progettare che nell’accompagnamento etico di ogni progresso scientifico, citando Paolo VI nel discorso del ’70 alla FAO, dove sosteneva che “i progressi scientifici e le prodezze tecniche…ed economiche…se non sono congiunte ad un autentico progresso sociale e morale, si rivolgono in definitiva contro l’uomo”.
E’ in questa linea che Papa Leone affronta l’ A.I. sia pur ritenendola un aiuto prezioso che richiede però attenzione (nn100-101), responsabilità dell’umano , trasparenza e governo (nn.101-111) al fine di essere un efficace aiuto all’intelligenza della persona umana e alla vita sociale, avendo come obiettivo la tutela, lo sviluppo e la promozione di “tutto l’uomo e di ogni uomo” superando la mera efficienza estetica o produttiva, ma dando valore ad ogni persona e vera tutela alla Casa Comune, evitando lo “scarto”e lo sfruttamento arbitrario delle risorse.
Papa Leone chiede di disarmare l’A.I., facendo in modo che essa non domini l’umano e sia invece a tutela dell’ecologia e non dello sfruttamento del pianeta.
Questo documento è ciò che la Carta di Trieste (maggio 2024) aveva auspicato, affinchè chi ha il dovere di tutelare la persona umana e la Casa Comune sappia “garantire” questa preziosa risorsa nella linea di un superamento, come afferma la Magnifica Humanitas,del trans- umanesimo e del cosiddetto post-umanesimo (nn.115-117) affinchè sia sempre la persona nella sua integrità a pensare ed operare nella specificità antropologica del sensibile, dell’etico e dell’affettivo. (Mons. Ettore Malnati)
