Lombardia, focus sui grandi predatori lo studio di Polis per definire le strategie regionali

Le Commissioni regionali si sono riunite per esaminare il report di Polis Lombardia che fotografa la presenza di lupi, orsi, cinghiali e nutrie, valutandone l’impatto economico e i danni al territorio. Nonostante i dati ufficiali, il Vice Presidente della Commissione Agricoltura, Carlo Bravo, ha sottolineato come i numeri appaiano sottostimati rispetto alla percezione reale degli operatori locali.

Grandi Predatori: in Lombardia si stimano circa 50 lupi (distribuiti tra Sondrio, Brescia e Bergamo) e 8 giovani orsi maschi. Sebbene la loro presenza sia un segno di biodiversità, crescono i conflitti con la zootecnia.

Cinghiali: Circa 150.000 esemplari. Causano danni all’agricoltura per oltre 6 milioni di euro l’anno e rappresentano un grave rischio sanitario per la diffusione della Peste Suina Africana (PSA), che nel 2025 ha fatto registrare oltre 30.000 casi nei distretti suinicoli di Lodi, Pavia e Milano.

Nutrie: un’emergenza che oscilla tra 700.000 e 2,3 milioni di individui, con gravi danni agli argini fluviali e alle colture di pianura.

Sicurezza Stradale: nel 2024 la fauna selvatica è stata causa di quasi 200 incidenti stradali, provocando 14 vittime.

Costi: nel 2024 sono stati liquidati circa 78.000 euro per danni da predazione (principalmente lupi).

Prevenzione: la ricerca evidenzia l’efficacia delle recinzioni elettrificate e dei cani da guardiania, ma sottolinea che la formazione degli agricoltori è fondamentale per ridurre i conflitti.

Policy future: Lupo: passare dagli indennizzi alla protezione attiva. Orso: installare cassonetti anti-orso nelle aree turistiche. Cinghiali e Nutrie: applicazione rigorosa dei piani di eradicazione e contenimento, specialmente nelle zone colpite da PSA.

L’Assessore Bravo e i consiglieri intervenuti concordano sulla necessità di un quadro più sistematico e guardano al modello svizzero per ottenere maggiore flessibilità nel contenimento dei branchi, qualora le misure di prevenzione classiche non risultino sufficienti a garantire la sicurezza del bestiame e dei cittadini.

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