Latte e formaggi, il Lario scommette sulla qualità: Coldiretti punta sulla filiera strategica

La filiera lattiero-casearia continua a rappresentare uno dei pilastri dell’agricoltura italiana e lombarda, con un valore complessivo che raggiunge i 31 miliardi di euro tra produzione e trasformazione. Un patrimonio economico, ambientale e culturale che trova espressione anche nelle province di Como e Lecco, dove allevamenti e aziende agricole contribuiscono ogni giorno a mantenere vivo un settore strategico per l’economia locale, la tutela del paesaggio e la valorizzazione delle aree montane.

È quanto evidenzia Coldiretti Como Lecco sulla base di elaborazioni su dati Istat e Ismea, che confermano il ruolo centrale della cosiddetta “milk economy” nazionale. Una filiera che non produce soltanto latte, ma genera valore aggiunto, occupazione, presidio del territorio e prodotti di eccellenza riconosciuti in tutto il mondo.

A trainare il settore sono soprattutto i formaggi Made in Italy, che nel 2025 hanno raggiunto il record storico delle esportazioni, sfiorando i 680 milioni di chilogrammi venduti all’estero. In appena dieci anni le quantità esportate sono cresciute di circa il 90%, con Germania, Francia e Regno Unito ai primi posti tra i mercati europei e gli Stati Uniti leader tra i Paesi extraeuropei.

«Nelle province di Como e Lecco la zootecnia da latte rappresenta una componente fondamentale dell’agricoltura territoriale, soprattutto nelle aree montane e collinari» sottolinea il presidente di Coldiretti Como Lecco, Fortunato Trezzi«Dietro ogni stalla ci sono famiglie, investimenti, competenze e una presenza indispensabile per la cura del paesaggio e la prevenzione dell’abbandono delle aree interne. Sostenere il latte italiano significa sostenere un modello agricolo che genera economia, tutela l’ambiente e garantisce prodotti di qualità ai consumatori».

I formaggi rappresentano inoltre la principale voce della Dop Economy nazionale, arrivando a valere circa il 60% dell’intero comparto alimentare a denominazione di origine. Un dato che trova riscontro anche nel territorio lariano, dove la tradizione casearia è profondamente radicata e contribuisce a caratterizzare l’identità agroalimentare locale, dalle produzioni d’alpeggio alle specialità che raccontano la storia delle montagne e delle valli delle due province.

«Il successo internazionale dei formaggi italiani dimostra come qualità, tracciabilità e legame con il territorio siano fattori sempre più apprezzati dai consumatori» aggiunge il direttore di Coldiretti Como Lecco, Luciano Salvadori«Per questo è fondamentale continuare a difendere il lavoro degli allevatori e garantire la massima trasparenza lungo tutta la filiera, valorizzando le produzioni nazionali e contrastando fenomeni che rischiano di penalizzare le imprese agricole».

Proprio sul fronte della trasparenza resta aperta la sfida dell’origine dei prodotti. Se da un lato l’Italia può contare sull’obbligo di indicazione dell’origine del latte per molte produzioni nazionali, dall’altro continuano ad arrivare dall’estero ingenti quantitativi di latte e derivati destinati alla trasformazione. Una situazione che, secondo Coldiretti, rende ancora più urgente estendere l’obbligo di etichettatura d’origine a tutti gli alimenti commercializzati nell’Unione Europea e rivedere il principio dell’“ultima trasformazione sostanziale” previsto dall’attuale normativa doganale.

«I consumatori hanno diritto di sapere con chiarezza da dove arriva ciò che acquistano e portano in tavola» conclude Coldiretti Como Lecco. «La valorizzazione del latte italiano passa anche dalla possibilità di distinguere senza equivoci le produzioni nazionali da quelle ottenute con materia prima estera, tutelando così sia chi produce sia chi consuma».

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