La resa dei conti sembrerebbe vicina, l’Iran chiede scusa ai vicini.. segno che il sistema Paese scricchiola sotto gli attacchi?

Generale Giuseppe Morabito membro del Direttorio della NATO Defence College – Quello che è iniziato a sorpresa sabato scorso come attacco coordinato contro l’Iran da parte di Stati Uniti e Israele si è trasformato in un conflitto più esteso che sta portando le sue ripercussioni in tutto il mondo. La campagna aerea e missilistica di attacchi americano-israeliani ha avuto come seguito una serie di contrattacchi iraniani che hanno raggiunto o minacciato diverse nazioni dal Golfo fino all’isola di Cipro (che è membro UE).

Il conflitto ha anche innescato tensioni politiche e sconvolgimenti economici, coinvolgendo paesi ben oltre, come indicato, il Medio Oriente. Alcune centinaia di persone in Iran sono rimaste coinvolte nei combattimenti in corso secondo fonti provenienti da Teheran.

Gli attacchi americani e israeliani hanno neutralizzato la Guida Suprema iraniana, l’Ayatollah Ali Khamenei, così come decine di membri del suo staff e dell’apparato decisionale tra cui molti rappresentanti della Guardia Repubblicana (gruppo armato che esercita il controllo del paese e riconosciuto quale terroristico anche dal nostro paese). Anche la marina e l’aeronautica iraniane sono state ridotte in sostanza all’impotenza ed è prevedibile che in pochi giorni/ore sia Israele sia Stati Uniti avranno ottenuto il controllo assoluto dei cieli iraniani.

Venerdì scorso, il presidente Trump ha fatto sapere che non avrebbe negoziato con l’Iran se non fosse disposto ad arrendersi incondizionatamente. In comprensibile riservatezza non è stato indicato quando i due alleati cesseranno i combattimenti, quale sia “l’end state” e quante altre nazioni potrebbero essere coinvolte nei combattimenti dall’Iran (in queste ore Teheran ha, poco credibilmente, chiesto scusa ai paesi arabi della regione raggiunti da missili e droni iraniani). Atteso che l’Iran ha dichiarati chiuso le Stretto di Hormuz creando non pochi problemi all’economia mondiale tramite le speculazioni nel mercato degli idrocarburi che vedono almeno il 20% del mercato mondiale bloccato nelle acque del Golfo Arabico, oggi, il Presidente Trump afferma che l’Iran “sarà colpito molto duramente” e mette in guardia da un ampliamento della lista degli obiettivi. L’Iran “sarà colpito molto duramente” e “gli Stati Uniti stanno valutando un ampliamento della lista degli obiettivi e prendono in seria considerazione la completa distruzione dell’Iran”. Inoltre, “ci sono aree e gruppi di persone che fino a questo momento non erano stati considerati come obiettivi”.

Quanto precede è stato reso noto poco dopo che, come già indicato, il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, si era, poco credibilmente, scusato con i paesi confinanti con l’Iran per aver lanciato missili contro di loro e aveva promesso che avrebbe smesso di colpirli a meno che l’Iran non fosse stato attaccato dal loro territorio. In merito dagli USA si è subito fatto sapere che la promessa dell’Iran di smettere di attaccare i suoi vicini “è stata fatta solo a causa dell’incessante e distruttivo attacco di Stati Uniti e Israele”.

E’ necessario tenere presente che non sono pochi i Paesi coinvolti nel fuoco incrociato del conflitto. In seguito all’offensiva Stati Uniti e Israele, l’Iran ha effettuato attacchi di rappresaglia contro lo stesso Israele e le basi militari statunitensi in Kuwait, Qatar, Bahrein, Giordania ed Emirati Arabi Uniti. Alcuni degli attacchi hanno colpito anche aree non militarizzate quali hotel e aeroporti, nonché infrastrutture petrolifere e del gas. Le forze americane e israeliane hanno intercettato molti degli attacchi missilistici e portati da droni iraniani ma sei soldati statunitensi avrebbero comunque perso la vita a causa di un attacco iraniano su un centro di comando in Kuwait.

Almeno 10 persone in Israele hanno perso la vita a seguito del superamento del sistema difensivo contraereo, secondo le autorità israeliane. Più per l’aspetto strategico che per i danni causati, un attacco con un drone proveniente dall’Iran ha colpito una base aerea britannica sull’isola mediterranea di Cipro. Il Regno Unito ha subito affermato di aver intercettato altri droni da allora. I droni iraniani hanno colpito anche l’Azerbaigian che prima del conflitto, ha fatto di tutto per rimanere neutrale. Giovedì, il presidente Ilham Aliyev ha dichiarato in un discorso: “Non tollereremo quest’atto di terrore e aggressione immotivato contro l’Azerbaigian”. Le nostre Forze Armate azere si sono preparate a rispondere ad altri attacchi.

Le relazioni tra Iran e Azerbaigian non erano più completamente amichevoli dal maggio 2024 quando un elicottero che traportava l’allora presidente iraniano Raisi è precipitato vicino al confine tra i due paesi. Raisi, perito nell’incidente, aveva appena inaugurato una diga di grande reciproca importanza per Azerbaigian e Iran. A Teheran si sarebbe sospettato che l’incidente sia stato provocato da agenti dei servizi segreti israeliani presenti in Azerbaigian.

Come se non bastasse, all’inizio della settimana, un missile iraniano si è diretto verso la Turchia, ma è stato abbattuto da una nave da guerra statunitense. La Turchia è proprio il paese in cui molti iraniani starebbero fuggendo a causa dei continui bombardamenti. Non c’è da stupirsi perché’ la politica del governo turco è da sempre poco chiara e utilitaristica.

In questi giorni, i combattimenti si sono estesi in Libano dopo che i terroristi che fanno capo a Hezbollah (il gruppo combattente libanese sostenuto dall’Iran) ha lanciato attacchi contro Israele. Inizialmente i terroristi che occupano parte del Libano dichiaravano che i loro attacchi erano una vendetta per la neutralizzazione della guida suprema iraniana Khamenei, ma in seguito ci si è resi conto che erano dovuti al tentativo di tenere sotto impegno le forze israeliane schierate a protezione del confine con il Libano. Le forze israeliane, hanno chiesto ai residenti libanesi di evacuare mentre operavano nel Libano meridionale e orientale, compresa la capitale Beirut, allo scopo di eliminare la minaccia terroristica di Hezbollah. Secondo il Ministero della Salute libanese, le attività belliche israeliane hanno coinvolto almeno un centinaio di persone.

Il governo libanese ha correttamente preso alcune misure per prendere le distanze da Hezbollah, tra le quali va considerata molto positivamente l’emissione di mandati di arresto per i membri responsabili degli attacchi in Israele e la richiesta di smantellamento dell’ala militare terroristica di Hezbollah.

Questi sono i fatti certi fino ad ora, gli sviluppi sono incerti ma gli indicatori e alcuni esperti pesano che ci potrebbe essere una svolta nei prossimi giorni.

Come sempre ci si aspetta/augura un accordo e una tregua. Speriamo sia così.

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