La corsa all’oro

Video-editoriale Osservatorio Internazionale Card. Van Thuan

Le quotazioni dell’Oro continuano a registrare nuovi massimi, sostenute dai massicci acquisti da parte delle Banche centrali, dei fondi sovrani e dei grandi investitori. È un segnale di crescente sfiducia nel denaro “fiat” – dollaro, euro, sterlina, ecc. – il cui potere d’acquisto subisce un’erosione continua a causa delle politiche monetarie ultraespansive e del debito globale fuori controllo. Il Reset valutario globale è appena agli inizi: negli anni a venire, Oro e Argento saranno asset sempre più fondamentali a protezione dei risparmi. Siamo all’inizio della fine di un ordine monetario creato 80 anni orsono a Bretton Woods e centrato sul dollaro come divisa di riserva globale nonché su istituzioni finanziarie controllate dagli Stati Uniti (Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, circuito SWIFT). Il processo di de-dollarizzazione e la creazione di nuove infrastrutture finanziarie da parte dei Paesi del gruppo BRICS sono il riflesso finanziario della transizione in atto verso un mondo multipolare, che segna la fine definitiva del momento “unipolare” – iniziato nel 1991 con l’implosione dell’Unione Sovietica – basato sull’egemonia incontrastata degli Stati Uniti e sul Washington Consensus. A partire dalla Grande Crisi Finanziaria del 2008-2009, e poi in accelerazione negli ultimi anni, è diventato evidente che la sovraespansione “imperiale” degli USA non era più sostenibile, perché stava portando alla deindustrializzazione del Paese, alla degenerazione clientelare del sistema “capitalistico” e a un processo di “finanziarizzazione dell’economia”, con l’accumulazione di debiti sempre più fuori controllo.

Editorialista: Maurizio Milano – Analista dei mercati finanziari e membro del Collegio degli Autori dell’Osservatorio Card. Van Thuan

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