Il premio “le Grandi Guglie” a Elena Cattaneo, Claudio Martelli e Andrea Cherchi

di Daniele Carozzi – Quando la “milanesità” e i valori storici della città della Madonnina sono nel cuore, così come nello Statuto del Centro Studi Grande Milano, non si va in vacanza. Ma si premiano coloro i quali hanno contribuito a realizzare cose importanti e indimenticabili. È mercoledì 8 luglio, e lo scenario è offerto dalla prestigiosa Sala Cenacolo del Museo della Scienza e della Tecnologia, quando al microfono si alternano il Direttore del Museo Fiorenzo Galli e la Rettrice dell’Università Statale di Milano Marina Brambilla, ricordando i valori di Scienza e Conoscenza che, in connubio, aiutano gli umani ad armonizzare con i valori del bene e del vivere comune. Venanzio Postiglione, Vicedirettore del Corsera, fa rivivere i tre significati della parola valore: che può essere declinata nel senso dell’azione nobile, del valore economico (il “talento”, moneta romana ma anche doti umane) e il valore inteso quale coraggio.

Cita altresì Torelli Viollier, che 150 anni or sono fondò il Corriere della Sera, «il quale Viollier era solito dire “siate cultori del vero. Credete solo in ciò che è vero”. Al contrario – chiosa Postiglione – di qualche satrapo comunista che afferma “è vero solo ciò in cui credo”». Perché oggi la menzogna è dietro l’angolo.

Basti pensare che nei primi giorni di guerra USA – IRAN, sono apparse ben 145 milioni di immagini false… Nel saluto al pubblico e ai premiati, Daniela Mainini, Presidente del Centro Studi Grande Milano, Associazione arrivata al compimento del suo primo quarto di secolo, ricorda il messaggio del premio “Grandi guglie”, con la loro base in legno a rappresentare le radici, la tradizione, e la struttura in alluminio a significare la modernità e l’innovazione. Quindi trova il filo conduttore fra i tre premi che verranno consegnati: «Elena Cattaneo, insigne ricercatrice sulle cellule staminali e malattie degenerative, Claudio Martelli già Ministro della Giustizia con al suo fianco Giovanni Falcone e infine Andrea Cherchi, per aver esplorato con la sua macchina fotografica la tanto amata Milano, durante il Covid così come nella vita degli anziani e degli ultimi. Ricerca, politica e prossimità, tre strade che si incontrano. Come diceva Seneca, “non importa che la vita sia lunga, ma che sia piena e valga il suo peso.»

Al suo saluto, la Senatrice Elena Cattaneo ricorda come «da ragazza di provincia, prima liceale e poi universitaria alla Statale, sentivo in Milano aria di libertà, di crescita personale. E queste Guglie rappresentano per tutti noi la pazienza e la tenacia di chi vuole costruire bellezza, rigore e responsabilità».

Anche Claudio Martelli frequentò l’Università Statale di Milano, poi ne divenne docente. «Mi chiesero di mantenere l’insegnamento, ma il richiamo verso la politica socialista fu per me molto forte e scelsi questa strada. Perché la politica insegna a vivere ed attuare gli ideali per la propria “Polis”. Ho amato molto la giustizia. Quella sociale più che quella dei tribunali. Sono contrario alla repulsione verso lo straniero, ma sono anche d’accordo sul fatto che non si può accogliere chiunque».

Per Andrea Cherchi, Ambrogino d’Oro, nato a Como e adottato da una famiglia milanese all’età di due anni, anch’egli universitario alla Statale, «collaborare con il Corriere non è stato un lavoro ma un onore. Milano mi ha dato molto e io ho voluto raccontare con il mio obbiettivo la sua umanità, le sue storie, le sue case di riposo e le sue realtà vissute».

Condividi:

Post correlati