Identità, sovranità e sicurezza: il programma di Futuro Nazionale all’Auditorium della Conciliazione

Sulle note di “Futura” di Lucio Dalla si è conclusa la due giorni dell’Assemblea Costituente di Futuro Nazionale, svoltasi il 13 e 14 Giugno all’Auditorium della Conciliazione di Roma. Un appuntamento che ha sancito la nascita del nuovo soggetto politico guidato dal generale Roberto Vannacci e che ha richiamato delegati e sostenitori da tutta Italia.

«Noi rappresentiamo lo scarto e la feccia e siamo orgogliosi di esserlo. In Parlamento siamo una sporca dozzina, qui siamo i figli di nessuno e fierissimi di esserlo». Con queste parole Vannacci ha aperto i lavori, ricevendo gli applausi della platea e delineando fin da subito il profilo di una forza politica che intende presentarsi come alternativa sia al centrosinistra sia all’attuale centrodestra di Governo.

Nel corso degli interventi è emerso un filo conduttore condiviso da gran parte dei rappresentanti territoriali e dei parlamentari presenti: la difesa dell’identità italiana, delle radici giudaico-cristiane, della famiglia e della sovranità nazionale. Temi richiamati attraverso riferimenti a episodi di cronaca e vicende scolastiche che, secondo gli intervenuti, testimoniano un progressivo allontanamento dalle tradizioni culturali del Paese.

Tra gli argomenti più discussi vi sono stati il ruolo della religione nella società, le polemiche legate alle attività scolastiche svolte in moschee, la chiusura di istituti durante il Ramadan e i progetti educativi dedicati all’inclusione e all’identità di genere. Molti relatori hanno sostenuto la necessità di riaffermare il ruolo delle famiglie nell’educazione dei figli e di riportare la scuola alla sua funzione principale di formazione e istruzione. Accanto ai temi identitari, l’assemblea ha espresso una forte critica all’Agenda Draghi, al Green Deal europeo e al processo di integrazione sovranazionale dell’Unione Europea. È stata ribadita la richiesta di una maggiore sovranità nazionale, di una revisione delle politiche energetiche e di un approccio più favorevole alle piccole e medie imprese e al tessuto produttivo italiano.

Nella giornata conclusiva, il Generale Vannacci ha presentato alcuni punti programmatici di Futuro Nazionale. Tra questi, il rafforzamento della sicurezza, il contrasto all’immigrazione irregolare attraverso la cosiddetta “remigrazione”, il blocco del decreto flussi e la revoca della cittadinanza in caso di gravi reati. Sul fronte energetico ha proposto il ritorno al nucleare, per una maggiore indipendenza energetica nazionale e una revisione delle onerose politiche che fanno riferimento al Green Deal.

In ambito economico, particolare attenzione è stata riservata alle piccole e medie imprese, alla semplificazione fiscale e al sostegno alle famiglie numerose attraverso misure di detassazione. Per scuola e università è stata invocata una maggiore selettività del sistema formativo, mentre sul fronte della giustizia sono stati richiesti pene certe, nuove strutture carcerarie e il rimpatrio dei detenuti stranieri.

Non sono mancati riferimenti al sostegno del commercio di prossimità, considerato presidio sociale dei territori, e all’agricoltura, con la richiesta di politiche ambientali che non penalizzino le imprese del settore e di investimenti infrastrutturali per affrontare il problema della dispersione idrica. Vannacci ha inoltre sottolineato come Futuro Nazionale non debba trasformarsi in un partito personale. «Non un partito di capi bastone, ma un partito di leader capaci di formare altri leader», ha affermato, spiegando che l’obiettivo è costruire una classe dirigente diffusa e preparata.

La partecipazione registrata a Roma dimostra che esiste una parte dell’elettorato che cerca nuovi punti di riferimento politici e si riconosce nei temi dell’identità, della sicurezza e della sovranità.

Didascalia: Gen. Roberto Vannacci – Presidente di Futuro Nazionale

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