Martedì pomeriggio 17 Febbraio la basilica di San Vittore a Varese si è riempita di fedeli per l’ultimo saluto a don Giuseppe Maffi, conosciuto affettuosamente come don Peppino, sacerdote molto amato dalla comunità varesina.
Accanto ai numerosi parrocchiani erano presenti amici e familiari, il sindaco di Varese, avvocato Davide Galimberti, il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini e una delegazione dell’Associazione Carabinieri in congedo di Varese. Numerosa anche la presenza dei fedeli della parrocchia di San Grato in Bobbiate, dove monsignor Maffi aveva svolto gli ultimi sei anni del suo ministero pastorale. Una partecipazione intensa e composta, segno tangibile dell’affetto e della riconoscenza maturati nel corso del suo lungo servizio sacerdotale.
Alle 15.30, prima dell’inizio del rito delle esequie, è stato recitato il Santo Rosario guidato da don Giampietro Corbetta, parroco della comunità pastorale Maria Madre Immacolata, di cui don Peppino faceva parte.
La Santa Messa è stata concelebrata dall’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, alla presenza di un centinaio di sacerdoti che hanno occupato l’inetro transetto della chiesa. Tra i concelebranti figuravano il vicario episcopale don Franco Gallivanone, il decano don Maurizio Cantù, il prevosto di Varese monsignor Gabriele Gioia e il suo predecessore, monsignor Luigi Panighetti e monsignor Franco Cecchin, già prevosto di Leccio, compagno di ordinazione sacerdotale di monsignor Maffi. il quale ha ricordato come don Peppino «avesse testimoniato lungo il suo percorso di presbitero, in un mondo complicato come l’attuale, il suo amore per Dio».
Alla concelebrazione eucaristica hanno partecipato anche i vescovi Giuseppe Vegezzi, ausiliare di Milano, e Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia.
Proprio quest’ultimo, nell’omelia, ha voluto ricordare il legame personale che lo univa a don Peppino, sottolineando la lunga amicizia e la profonda riconoscenza per averlo avuto come padrino nella sua ordinazione episcopale.
Nel suo ricordo ha evidenziato come don Peppino avesse vissuto la sua vita al servizio del Signore e della Chiesa. Ha raccontato di essere rimasto colpito dal modo in cui pronunciava la parola “Signore”, caricandola di un’intensità particolare, segno di una confidenza maturata nel tempo, frutto di un cammino spirituale intenso e di una sincera passione che lo spingeva a desiderare di conoscerLo sempre più profondamente.
Il suo ministero si è espresso in tutti gli aspetti della vita pastorale: nelle comunità in cui ha operato ha saputo mostrare umanità e disponibilità, dedicando tutte le sue energie al servizio. A Bobbiate era una presenza discreta e silenziosa, ma al tempo stesso estremamente vicina alle persone.
Dal canto suo l’arcivescovo Delpini ha ripercorso la lunga e intensa carriera ecclesiastica di don Peppino. «Siamo qui per pregare – ha sottolineato – e per ricordare un sacerdote che ha vissuto il suo ministero come un seme gettato nella terra: un seme che porta frutto attraverso la gioia, la fatica, la speranza e la determinazione».
L’Arcivescovo ha anche suscitato una forte emozione in molti presenti quando ha definito don Peppino «un santo prete ambrosiano» di cui la Diocesi, nella sua plurisecolare storia, vanta una luminosa schiera. Un’immagine forte, che sarà certamente condivisa da tante persone che hanno avuto occasione di conoscere monsignor Maffi.
La celebrazione si è conclusa con l’intervento di Mons. Franco Cecchin, che ha ricordato come Don Maffi insegnasse ai giovani preti a vivere nella fraternità. La santa Messa è terminata in un’atmosfera di profonda commozione, resa ancora più intensa dai canti liturgici eseguiti dalla corale di San Vittore, che ha accompagnato con devozione i momenti solenni del rito.
