Nella conferenza stampa a chiusura del suo mandato di segretario di Stato fu chiesto a Henry Kissinger che cosa avrebbe fatto in futuro.
«Sto meditando di darmi al giornalismo», rivelò tra lo stupore generale dei presenti il Politico più influente del mondo dopo il presidente degli Stati Uniti.
Un cronista, forse più pronto o più ardito di altri, proseguì nell’affondo: «Giornalista, signor Segretario? Ha detto: giornalista? E per quale ragione?».
«Semplicemente perché così potrò finalmente dire ad altri – e soprattutto ai politici – che cosa fare, senza dovermi assumere alcuna responsabilità», fu la lapidaria risposta.
Avvallando il pensiero kissingeriano e senza falso pudore, avanziamo una proposta ai politici di casa nostra. Si tratterebbe di varare una legge, che non richiede alcuna copertura di bilancio perché è a costo zero, con lo scopo di accrescere l’umanità di chi sta ai vertici della piramide sociale.
Elevare l’umanizzazione, intesa nella sua più ampia accezione laica, è il primo gradino verso la conoscenza del Divino verso cui tende, per altro, gran parte dell’umanità. Uomini più umani innalzano la qualità della vita propria e di chi li circonda.
Ecco la proposta: istituire un patentino – da rinnovare ogni dieci anni – che abiliti a ricoprire determinate cariche pubbliche e private.
Per ottenerlo gli interessati dovrebbero sostare 24 ore, un giorno e una notte, in un reparto di oncologia pediatrica, in un pronto soccorso, in una casa di ricovero per anziani, oltre ad una visita di almeno 4 ore in un carcere.
Un corso di formazione di 76 ore che diventerebbe propedeutico per svolgere l’alto ufficio a cui sono chiamati. Il patentino risulterebbe indispensabile per esercitare le funzioni che spettano ai vertici delle istituzioni pubbliche e private: membri del governo, deputati, senatori, magistrati, alte gerarchie militari, consiglieri regionali, provinciali e di grandi comuni, docenti universitari, leader sindacali, manager di importanti aziende, direttori e opinionisti di giornali, medici e avvocati.
A certificare la presenza nei luoghi previsti dalla legge per ottenere il patentino provvederebbero i responsabili delle istituzioni interessate: primari d’ospedale, direttori di case di ricovero e di istituti penitenziari.
Per coloro che fossero sorpresi a procurarsi o a rilasciare il patentino in modo illegale non sarebbero previste pene detentive, ma un’unica sanzione: quella di decadere dall’ufficio e di non poterlo più esercitare. Per lavorare milioni di italiani sono stati costretti a vaccinarsi e ancora non è stato appurato se ne abbiano davvero avuto un beneficio.
A occhio e croce, non ci parrebbe quindi disdicevole chiedere qualche ora di tempo a chi si accinge a prendere decisioni i cui effetti sono destinati a ricadere su migliaia, quando non milioni, di suoi simili.
Toccare con mano i luoghi dove la sofferenza è di casa può essere una spinta a guardare un po’ di più verso l’alto e magari ricordare che tutto è transeunte su questa Terra.
Ammonisce la Bibbia: «Pulvis es et in pulvere reverteri. Ricordati, uomo, che polvere sei e in polvere ritornerai».
