Mancano circa 9.000 delle 50.000 firme necessarie per raggiungere il quorum che dà vita al Ddl, disegno di legge “Cieli Blu”, una proposta di iniziativa popolare per vietare la geoingegneria e la manipolazione artificiale del meteo nello spazio aereo italiano.
Se il Codice penale prevede già una serie di reati – epidemia da diffusione di agenti patogeni; avvelenamento di acque destinate al consumo; inquinamento ambientale; disastro ambientale – a che serve una nuova legge? Semplicemente a dotare di uno strumento idoneo gli inquirenti perché possano punire gli eventuali trasgressori.
Spiegano infatti i promotori del Ddl che «senza strumenti probatori adeguati, senza obblighi precisi a carico degli enti di controllo, senza un registro pubblico verificabile e senza meccanismi che costruiscano il nesso causale tra emissione e danno, anche la norma più severa sulla carta non produce una sola condanna in aula».
La nuova legge si propone quindi di colmare un vuoto normativo appoggiandosi su enti già attivi come Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), le Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente), Enac (Autorità unica di regolazione tecnica, certificazione, vigilanza e controllo nel settore dell’aviazione civile), Enav (Ente nazionale per l’assistenza al volo) e Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) assegnando loro obblighi nuovi e creando strumenti che oggi non esistono.
Per esempio i promotori di “Cielo Blu” chiedono di attivare, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della nuova legge, il Registro Nazionale delle Emissioni Aeronautiche (Rnea).
Si tratterebbe di un archivio pubblico e gratuito, consultabile da qualunque cittadino, dove ogni evento rilevato viene registrato con data, ora, coordinate, identificativo dell’aeromobile, composizione chimica rilevata, confronto con i valori attesi, provvedimenti adottati.
Contestualmente al Rnea verrebbe anche attuato il Portale di segnalazione Ispra, uno strumento attraverso cui ogni cittadino può presentare segnalazioni formali. L’Ispra è tenuta a rispondere con motivazione entro 30 giorni. Per le segnalazioni urgenti con video geolocalizzato, scatta un canale prioritario distinto.
Insomma il Ddl “Cieli Blu” vuole porre fine a quella serie di esperimenti che da troppo tempo hanno lo scopo di modificare il clima e soprattutto mira ad identificare i promotori di tali esperimenti.
L’avvocato Frida Chialastri ha messo in evidenza come alcune scelte politiche europee stiano contribuendo a realizzare progetti che destabilizzano il clima con effetti devastanti per la Terra.
In una conferenza stampa ha denunciato come l’Unione Europea ha stanziato 109 milioni di euro per pianificare l’oscuramento del sole con iniezione di aerosol, allo scopo di raffreddare il pianeta. Secondo la Convenzione di Londra del 1972, ha spiegato l’Avvocato, questa azione sul clima è devastante per l’ecosistema.Purtroppo è un fatto oggettivo: mai come nei tempi recenti sono state avvistate nei cieli così tante strane scie o la presenza di nuvole d’insolita conformazione.
Alcune ricerche – sollecitate anche da sindaci i cui territori sono stati devastati da nubifragi – hanno analizzato la composizione chimica della grandine individuando la presenza di vari metalli (tra cui zinco, alluminio e ferro).
Ovviamente la quantità di queste sostanze varia a seconda del tipo di territorio agricolo o centro urbano e della vicinanza a fonti di inquinamento.
Resta il fatto però che creare interferenze per “addomesticare” il clima suscita perplessità e soprattutto inquietudine.
Ben venga dunque una norma che disciplina la materia.
Qualcosa dovrebbe essere fatto anche per la tecnologia che riguarda il 5G, il sistema che offre una velocità di navigazione elevatissima e che può supportare un numero enorme di smartphone senza intasare la rete.
Gli effetti sulla salute provocati dalle torri che irradiano il 5G non sono ancora stati studiati.
C’è chi dice che non vi sia alcun pericolo per le persone e chi sostiene in contrario. Il primi esperimenti su ratti (i soggetti più simili al corpo umano) non sarebbero comunque confortanti. Investiti dalle radiazioni emesse dal 5G i ricercatori hanno scoperto che nelle cavie s’innalzava la percentuale non dei tradizionali tumori, ma di quelli rari.
Meglio astenersi da giudizi che si potrebbero rivelare infondati, ma sarebbe altrettanto sconveniente dare per scontato che “Tutto va bene Madama la Marchesa”.
