In autunno un pezzo d’Italia va a votare. Dovranno essere rinnovati i consigli e i governi di Campania (5.600.000 abitanti), Veneto (4.850.000), Puglia (3,9 milioni), Toscana (3,6 milioni), Marche (1.432.000), Valle d’Aosta (123.000) per un totale di circa venti milioni di cittadini.
Sarà interessante conoscere, oltre ai risultati elettorali, la percentuale degli astenuti.
Il fatto che ormai un cittadino su due deserti le urne significa che il 50 per cento degli italiani non trova più un partito che lo rappresenti.
La discussione in atto da tempo è la necessità di bloccare il bipolarismo per rilanciare una poderosa forza di centro capace di riportare l’Italia ad una politica moderata e comunque non appiattita su ideologie o di destra o di sinistra.
Se a moderare il centrodestra meloniano ci sono Forza Italia e Noi moderati dell’onorevole Maurizio Lupi, a moderare il centro-sinistra ci sarebbero, oltre alla comunità di Sant’Egidio che fornisce quadri e attivisti al Pd, navigati politici come Dario Franceschini e Graziano Delrio.
A questi ultimi, cattolici praticanti, spetta il compito, se non di equilibrare, almeno di attenuare le spinte radicali della loro segretaria di partito Elena Ethel Schlein, detta Elly, il cui programma politico sembra una fotocopia di quello perseguito per anni dallo scomparso Marco Pannella.
La realtà è sotto gli occhi di tutti: il centrodestra, pur non ispirandosi alla Dottrina sociale cristiana, che è l’essenza di una politica costruita sul e per l’uomo, quantomeno non la osteggia.
Il centrosinistra, guidato da Elly, non mostra solo indifferenza alla Dottrina sociale, ma la combatte.
Per dirla alla Antonio Di Pietro «che ci azzeccano con il mondo lgbtq+ , aborto, eutanasia o suicidio assistito che dir si voglia» Franceschini, Delrio e quei cattolici che militano nel Pd?
Che centro politico possono realizzare o rappresentare i cattolici “adulti nella fede” se all’interno del loro partito contano come il due di picche quando la briscola è denari?
È esilarante vedere come Carlo Calenda, Matteo Renzi, l’indagato sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, l’ex direttore di Avvenire, Marco Tarquinio siano tutti impegnati a costruire il centro.
Ma il centro di che cosa? Del tavolo su cui posare il vassoio con i pasticcini?
In un mondo sempre più bipolare c’è posto eventualmente per una politica moderata, ma non di un partito che stando in mezzo, sarebbe comunque sempre costretto a virare o a sinistra o a destra.
De Gasperi aveva governato un grande partito popolare moderato e di centro (che guardava ai più bisognosi), ma con alle spalle un mondo cattolico omogeneo.
Un’esperienza, la sua, irripetibile, anche perché oggi è l’episcopato il primo a non essere compatto su questioni transeunte come può essere la politica.
L’auspicio è che la moderazione del pensiero cattolico torni d’attualità nelle aule parlamentari. Se poi dei laici credenti fossero in grado di aggregarsi per riproporre i principi della Dottrina sociale cristiana oggi disattesi, ne trarrebbero un beneficio la politica e l’intera società.
