Editoriale – I burocrati dell’Oms che interessi tutelano?

Orazio Schillaci, ministro della Salute, ha nominato presidente del Consiglio superiore di Sanità il professore emerito di Psichiatria dell’Università di Roma Tor Vergata, Alberto Siracusano che s’è subito premurato di confermare il suo impegno a tutela della salute pubblicain un’ottica “One Health”, anche con attenzione alla salute mentale per una visione più ampia e inclusiva della sanità. L’ottica “One Health” significa concepire la salute umana in connessione con sanità, ricerca e produzione di farmaci avendo presente l’unitarietà di uomo, ambiente e mondo animale alla luce del globalismo. Capito l’antifona?

Qualche attento osservatore ha già rilevato che il ministro Schillaci è molto cauto su tutto ciò che è accaduto durante la pandemia, argomento su cui glissa volentieri forse avvertendo il pericolo di finire in un ginepraio.

Sarà interessante vedere il suo atteggiamento il 19 Luglio quando sarà chiamato ad approvare o a bocciare gli emendamenti che i burocrati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), hanno predisposto al Regolamento Sanitario Internazionale (Rsi), documento essenziale per applicare il Trattato pandemico, fortunatamente ancora tecnicamente incompleto (è in via di ratifica da parte dei singoli Stati).

«Questi emendamenti sono il cosiddetto braccio legale dietro al pericoloso tentativo dell’Oms di prendersi il potere», spiega CitizenGO, movimento composto da milioni di persone in tutto il mondo che ogni giorno combattono per difendere la vita, la famiglia e la libertà da chi cerca di distruggerle.

Ebbene il portavoce del movimento, Sebastian Lukomski, è ancora più esplicito e sottolinea che «se i nostri leader non li rigettano formalmente per iscritto entro il 19 Luglio 2025, i burocrati ultra progressisti dell’Oms pretenderanno che diventino legge vincolante, automaticamente e senza voto».

Che cosa si cela dietro tali emendamenti? Leggiamoli e traiamo facilmente le conclusioni.

Articolo 12: Conferisce al Direttore generale dell’Oms pieno potere per dichiarare una “pubblica emergenza sanitaria”, affermando che l’Organizzazione ha il potere di costringere gli Stati ad agire, anche in caso di dissenso.

Articolo 4: Prevede la creazione di nuove “autorità” nazionali per applicare le direttive dell’Oms all’interno dei singoli Paesi.

Articoli 13A e 18: Impongono un’adesione di massa a vaccini e “prodotti sanitari rilevanti”, inclusi quelli sperimentali.

Allegato 1: Prevede la realizzazione di sistemi di sorveglianza digitale per tracciare il comportamento sanitario dei cittadini in tempo reale.

Allegato 1.3(e): Censura tutto ciò che etichettano come “disinformazione”, compreso il dissenso legittimo (lo chiamano “gestione dell’infodemia”).

Articoli 44 e 45: Autorizzano la condivisione dei dati sanitari personali a livello globale, con tutele minime.

Articolo 44bis: Devia i fondi di emergenza verso un “Meccanismo Finanziario di Coordinamento” (ambiguo e non eletto), legato a Big Pharma.

«Questi emendamenti sono già stati approvati. Non sono un piano per il futuro», ribadisce Lukomski. «Non c’è più un voto da combattere. L’unica via d’uscita è che il Governo italiano li rigetti formalmente entro il 19 Luglio 2025».

L’Oms, come l’Ue che ieri ha riconfermato alla guida Von der Leyen, è retta da globalisti decisi a mantenere il potere in modo anche fraudolento. Le voci che si alzano a difendere l’umanità sono poche. Papa Leone XIV sta educando il mondo al bene e persegue la pace indicando soluzioni praticabili per raggiungerla, ma è ignorato. L’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, scuote le coscienze dei cattolici a riunificarsi per tornare ad essere incisivi nella società, ma non è ascoltato.

È stolto trascurare gli insegnamenti e la saggezza dei maestri che hanno a cuore l’uomo. Le persone per bene, che sono la maggioranza, devono fare fronte comune e, uniti alle vere guide, opporsi agli “uomini delle tenebre”, oggi purtroppo annidati ai vertici di importanti istituzioni.

didascalia: immagine da IA

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