Editoriale – I buoni democratici e i cattivi repubblicani

Prima ancora che i repubblicani vincessero le elezioni i giornali del mainstream internazionale (compresi all’unisono quelli italiani) si sono distinti per mettere in cattiva luce Donald Trump. In pratica gli americani buoni, da prendere ad esempio, sono quelli democratici che fanno capo ai Clinton, agli Obama e ai Biden, mentre gli inaffidabili, cattivi, sono gli altri che gravitano nell’area Trump.

Specularmente i “giornaloni” italiani sostengono, da sempre, la Sinistra a trazione Pd e quella parte di magistratura che si riconosce nell’area progressista. C’è una sintonia perfetta tra democratici statunitensi e Sinistra italiana così come una sostanziale affinità si registra tra repubblicani statunitensi e conservatori italiani.

Così le guerre sono “sante” se vedono coinvolti i democratici, “maledette” se riguardano i repubblicani. Durante la presidenza Clinton l’esercito Usa è intervenuto in Kosovo (1999), Bosnia (1995), Somalia, Afghanistan e Sudan.

Nel periodo di Obama alla Casa Bianca i soldati americani sono stati impegnati in Iraq (nel 2011 e contro l’Isis nel 2014), Afghanistan, Pakistan, Yemen, Somalia, Libia e Siria. Nei quattro anni di presidenza Biden (2021-2025), dopo la conclusione della guerra in Afghanistan, le Forze armate Usa si sono distinte per il forte sostegno all’Ucraina contro l’invasione russa e il supporto a Israele nel conflitto a Gaza, generando, di fatto, crescenti tensioni geopolitiche globali.

Sono abbastanza intuibili le ragioni degli attacchi di Trump a Venezuela e Iran: controllare il flusso di petrolio che entrambi i Paesi producono per creare problemi energetici alla Cina che è cliente di Caracas e di Teheran.

Le guerre hanno alla base sempre motivi di egemonia economica e politica. È manichea la posizione di coloro che assolvono le guerre se combattute dagli amici o da chi condivide la propria posizione politica, mentre le condannano se mosse da avversari.

La guerra è oggettivamente un male, sempre, perché produce lutti, rovine e insanabili lacerazioni morali. Per quanto riguarda gli Stati Uniti noi italiani dobbiamo però fare un esame di coscienza ricordando anche un po’ di storia patria.

Per la Liberazione del nostro Paese dalla dittatura nazifascista, in 20 mesi (dal 1943 al 1945) sono morti 90mila soldati americani, le cui spoglie riposano in 42 cimiteri sparsi lungo lo Stivale, da Udine a Siracusa.

I militari alleati caduti nella campagna d’Italia sono stati 350mila. Le loro madri, padri, fratelli, sorelle, famigliari e amici quanto avranno sofferto? Gli Americani non sono venuti in Europa per prendere petrolio, ma per affermare i valori della democrazia e debellare la dittatura.

Lo sviluppo economico dell’Europa occidentale è frutto del modello di società nordamericana basata sulla libertà della persona alla quale sono riconosciuti ampi diritti. Proprio contro la degenerazione di tali diritti – favorita dalla ideologia woke imperante negli anni delle presidenze Clinton, Obama e Biden – s’è scatenato Trump.

L’attuale Amministrazione nordamericana è impegnata su due fronti: quello estero per frenare l’espansione cinese e quello interno per bloccare la deriva sociale causata da lobby sempre più agguerrite che, prive di valori, spingono al profitto immediato incentivando un consumismo scellerato.

La parola saggia della Chiesa e soprattutto gli atti del Pontefice faticano ad emergere in un mondo chiassoso e tremendamente rissoso. Gli appelli di Leone XIV non devono cadere nel vuoto. I cattolici di tutto il mondo sono quindi chiamati ad essere coerenti con la propria fede e, là dove operano, devono far sentire la loro voce riproponendo, con educazione e convinta fermezza, gli insegnamenti ecclesiali.

Non giova accodarsi alla stucchevole polemica sul Diritto internazionale violato. Fermiamoci e ragioniamo con la nostra testa. I confini di centinaia di Paesi sono frutto di intese avvenute tra potenze coloniali che il Diritto, a posteriori, ha ratificato.

Il Regno Unito ha invaso 176 Nazioni, tanto che è più facile stilare l’elenco, in ordine alfabetico, di quelle che non ha soggiogato: Andorra, Bielorussia, Bolivia, Burundi, Repubblica Centrafricana (RCA), Ciad, Congo, Guatemala, Costa d’Avorio, Kirghizistan, Liechtenstein, Lussemburgo, Mali, Isole Marshall (Marshall Isl), Monaco, Mongolia, Paraguay, Sao Tomé e Principe, Svezia, Tagikistan, Uzbekistan, Città del Vaticano.

Dov’era il Diritto internazionale quando l’union jack sventolava nelle terre di mezzo mondo, supportata dalle baionette e dai fucili ad otturatore girevole-scorrevole? La storia dell’umanità è intrisa di sangue innocente versato per la cupidigia di pochi.

Nella tradizione cristiana il “principe” del mondo è il diavolo che ha la capacità di sedurre gli uomini a peccare, ma il suo potere è limitato e permesso da Dio per un tempo limitato perché la sua sconfitta finale è assicurata.

La scommessa, quindi, è investire su Dio. Tutto il resto è transeunte: progressisti e conservatori, democratici e repubblicani.

Didascalia: immagine creata da I.A.

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