Un mese di giugno intenso, sospeso tra il valore della memoria e il fascino dell’alta quota. Si è archiviato con un bilancio straordinario il viaggio di inizio estate della “Strada Storta”, dinamica sottosezione del CAI Lecco, capace di unire in poche settimane i paesaggi di casa dei Piani d’Erna ai ghiacciai perenni della Valle d’Aosta.
L’estate del sodalizio lecchese è partita a metà giugno con il tradizionale e partecipato raduno ai Piani d’Erna (1330 m) per omaggiare la figura di Pino Negri, a cui quest’anno si è aggiunto il ricordo del grande alpinista Mario Conti. Una giornata densa, dove la celebrazione della Santa Messa officiata da don Walter – incentrata sulla cura reciproca e sulla comune fragilità di uomo e natura – si è fusa con la classica convivialità a base di polenta taragna e relax sui pratoni.
Il vero piatto forte del mese si è però consumato nel fine settimana del 27 e 28 giugno 2026, quando un gruppo di 13 soci (tra cui due ciclisti in e-bike) si è diretto in Val d’Ayas, ai piedi del massiccio del Monte Rosa, per una due giorni di escursionismo d’alta quota.
Partiti di prima mattina dall’abitato di Saint Jacques des Allemands (1689 m), gli escursionisti hanno sfidato il caldo afoso risalendo la ripida e antica mulattiera che taglia i boschi di larici in direzione di Resy. Qui, il gruppo – composto per metà da soci non abituali, un’ottima occasione che ha permesso la nascita di nuove amicizie – ha potuto ammirare le caratteristiche architetture in pietra e legno del tipico insediamento Walser. Dopo una sosta rigenerante presso i laghetti alpini del vallone, la prima giornata si è conclusa con il pernottamento al Rifugio Ferraro (2060 m).
Domenica mattina la comitiva si è rimessa in marcia alle 8:30 in un contesto ambientale maestoso, dominato dal fragore delle acque del torrente glaciale. Tappa d’obbligo al Lago Blu per le canoniche foto di rito davanti alle acque turchesi che riflettono il ghiacciaio di Verra, prima di affrontare la parte più severa del tracciato. Passo dopo passo, su un terreno morenico decisamente più irto, il gruppo ha raggiunto poco prima di mezzogiorno i 3.036 metri del Rifugio Mezzalama. Da qui la vista ha potuto spaziare sul Polluce (4091 m) e sul Castore (4228 m), le celebri vette gemelle del Monte Rosa.
Il rientro a valle, caratterizzato da un dislivello di 1400 metri e rinfrescato da una pioggia passeggera, si è concluso con il tradizionale brindisi alle auto. Al di là dell’aspetto sportivo, l’uscita ha lasciato ai partecipanti la consapevolezza di aver attraversato un ecosistema alpino straordinario, ma che mostra in modo evidente i profondi mutamenti morfologici causati dall’innalzamento delle temperature.
La stagione della Strada Storta non si ferma: il direttivo ha già confermato il prossimo appuntamento, una suggestiva gita alpinistica sopra Pila (Valle d’Aosta) in programma per il weekend dell’11 e 12 luglio.
