Comuni montani nel lecchese nessun escluso e sette nuovi ingressi

Le preoccupazioni dei territori sono definitivamente dissipate. La seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni e della Conferenza Unificata di ieri ha segnato una svolta fondamentale sui nuovi criteri di classificazione dei Comuni montani.

L’esito è estremamente positivo: tutti i Comuni montani del Lecchese sono stati confermati e, grazie alla nuova classificazione, si aggiungono sette nuovi Comuni, rafforzando ulteriormente il riconoscimento delle specificità territoriali della provincia.

In particolare, entrano a far parte della classificazione dei Comuni montani Airuno, Barzanò, La Valletta Brianza, Santa Maria Hoè, Sirtori, Viganò e Lecco. “È un risultato che dà risposte concrete ai territori e agli amministratori locali – dichiara il Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Mauro Piazza –. Le preoccupazioni emerse nei mesi scorsi sono state completamente superate: nessun Comune montano è stato escluso e il perimetro viene addirittura ampliato”. Piazza sottolinea il ruolo del Governo, della Regione e del lavoro svolto in Conferenza Unificata: “Un ringraziamento va al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, che ha promosso una proposta equilibrata e condivisa, capace di valorizzare le realtà montane, e all’Assessore regionale Massimo Sertori per il lavoro svolto in sede di Conferenza Unificata, determinante per arrivare a questo risultato”.

“Regione Lombardia ha lavorato con determinazione, portando in Conferenza la voce dei territori e ascoltando le esigenze delle comunità locali”. “Regione Lombardia – prosegue Piazza – ha lavorato con determinazione, portando in Conferenza la voce dei territori e ascoltando le esigenze delle comunità locali”. “La conferma di tutti i Comuni montani e l’ingresso di sette nuovi Comuni nel Lecchese – conclude Piazza – rappresentano un segnale politico chiaro: le montagne non vengono lasciate indietro. Ancora una volta la Lega dimostra di essere dalla parte dei territori, traducendo l’ascolto e il confronto in risultati concreti”.
Regione Lombardia ha svolto un ruolo determinante nel difendere gli interessi locali: “Abbiamo fatto sentire la nostra voce portando in Conferenza le istanze dei Comuni e ascoltando il territorio. Il risultato è chiaro: nessun Comune montano è stato penalizzato e, anzi, il riconoscimento viene esteso”.

“È una vittoria del buon senso e dei territori – conclude Piazza –. Ancora una volta la Lega dimostra di saper difendere concretamente le comunità montane, trasformando le preoccupazioni in un risultato politico e istituzionale concreto”. 

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