Apprezzamento di FederEsuli per riferimento di Mattarella a province escluse dal voto del 2 Giugno 

La Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati esprime il proprio caloroso apprezzamento per il riferimento fatto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla mancata partecipazione dei cittadini italiani della Venezia Giulia, di Fiume e di Zara alle votazioni del 2 giugno 1946, cui avevano diritto di partecipare.

«Il Presidente Mattarella ha ricordato con altissime parole lo strappo che si consumò fra gli italiani dell’Adriatico orientale e la nascente Repubblica italiana 80 anni fa – dichiara il Presidente di FederEsuli Renzo Codarin – Ricordiamo che, dopo che era stata ricostituita la XII circoscrizione elettorale, un decreto luogotenenziale sospese la consultazione sine die, lasciando privi di rappresentanza in Assemblea Costituente giuliani, fiumani e zaratini ed estromettendoli dalla fondamentale scelta istituzionale. Anche in questa occasione, il Capo dello Stato ha dimostrato la sua sensibilità nei confronti delle travagliate vicende della frontiera adriatica»

Il riferimento di Mattarella pronunciato durante la seduta solenne di Camera e Senato con cui si è commemorato l’80° anniversario della prima seduta dell’Assemblea Costituente («Crudelmente, a pagare il prezzo delle avventure di guerra furono gli abitanti di confine delle Province di Bolzano, Gorizia, Trieste e Venezia Giulia, Fiume, Pola, Zara. Rimasero vuoti i 18 seggi loro assegnati. Al centro di difficili controversie internazionali, quelle terre rimasero escluse dal poter partecipare alla nascita della Repubblica») echeggia quanto il presidente della Costituente Vittorio Emanuele Orlando disse quel 25 giugno 1946 nel suo discorso di apertura della prima seduta, suscitando gli applausi dei padri costituenti:

«Ed è, questo saluto, rivolto ad un’Assemblea nella quale il popolo italiano, per la prima volta nella sua storia, si può dire rappresentato nella sua totalità perfetta, senza distinzione né di sesso, né di classi, né di regioni o di genti, se anche, sotto quest’ultimo aspetto, si rinnovelli nel ricordo il dolore disperato di quest’ora, nella tragedia delle genti nostre di Trieste, di Gorizia, di Pola, di Fiume, di Zara, di tutta la Venezia Giulia, le quali però, se non hanno votato, sono tuttavia presenti, poiché nessuna forza materiale e nessun mercimonio immorale potrà impedire che siano sempre presenti dove è presente l’Italia». 

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