A breve, il patrimonio arboreo del Comune di Bellano subirà un importante intervento di taglio: 18 piante infatti saranno abbattute e tutte ripiantumate, su un totale di ben 297 alberi controllati (sono 350 quelli censiti appartenenti al patrimonio comunale). Così come già accaduto negli anni scorsi per altri alberi, l’intervento si rende necessario per garantire la sicurezza pubblica.
“La nuova e recente analisi fitopatologica effettuata da esperti agronomi, con verifiche visive, con percussione di martello, di trazione e infine con l’ausilio di tomografo e penetrometro, ha rilevato gravi problematiche di salute per 18 alberi, che presentano marciume delle radici, carie, decadimento legnoso. Una situazione che ne compromette la stabilità e va a trasformare queste piante in pericoli per l’incolumità dei cittadini – spiega il sindaco Antonio Rusconi – Purtroppo, fra questi alberi pericolosi rientrano anche i tre ippocastani del molo che adornano la statua-fontana del Boldoni: hanno circa 120/130 anni e le loro condizioni non sono più recuperabili. Ciò a causa di malattie non curabili, abbinate a condizioni non più ideali alla loro sopravvivenza legate al cambiamento climatico e a chiome sviluppate in maniera non corretta dovuta a potature passate non ottimali. Inoltre, una perizia ingegneristica commissionata dall’Autorità di Bacino ha evidenziato che le radici e il peso degli alberi stanno danneggiando la murata del molo, sottoponendo la struttura a pesanti sollecitazioni meccaniche, soprattutto in estate, quando le chiome ricche di foglie sono spinte dal vento”
Le vistose crepe sul pavimento e lo spanciamento del muro di contenimento sono stati gli indizi che hanno portato sia alla perizia data in affidamento ad un ingegnere sia al controllo ancora più accurato a queste tre alberature da parte dei due agronomi.
Così si legge nella perizia dei due tecnici forestali: “rilevato intenso fenomeno di decadimento legnoso a livello del castello che appare cronico ed irreversibile, non gestibile con la potatura. In considerazione del quadro compromesso si prescrive l’abbattimento” e poi più oltre “Intenso marciume alle radici attivo sotto il livello del piano di campagna. Abbattimento per elevato pericolo di caduta per marciume alle radici”. A fronte di queste analisi il taglio è inevitabile.
Agli ippocastani si aggiungono un cedro morente nel Parco delle Rimembranze, un faggio in Puncia e altre piante in precarie condizioni, in particolar modo nella zona dell’eliporto e alcuni tigli a Vendrogno. L’intervento di taglio, programmato per la prossima settimana e già condiviso con la Commissione Ecologia del Comune, cambierà radicalmente il lungolago di Bellano.
“Dover procedere al taglio di alberi cosi grandi e imponenti è un grande dispiacere, che abbiamo rimandato anche con interventi di potatura e alleggerimento del peso in passato ma oramai non ci sono più soluzioni alternative – prosegue Rusconi – Per tutti sarà uno shock ma, in questi ultimi cinque anni, le condizioni delle piante sono peggiorate in maniera irreversibile, con deterioramento delle radici e di alcune cavità, insieme ad altri problemi. C’è un pericolo per la sicurezza di pedoni e auto in transito, per la stabilità della murata e del monumento a Sigismondo Boldoni. Purtroppo, in paese, abbiamo già visto cosa può accadere se un albero non è più in salute. Il crollo del platano all’Orrido nel 2019 ha divelto muri e passerelle, cosi come lo schianto del grande cipresso la sera della Pesa vegia del 2019 ha ferito due passanti. Per non dimenticare lo schianto sulla pubblica via di un platano di un privato a Vendrogno. Dobbiamo anche essere consapevoli che questo intervento non sarà l’ultimo: la maggior parte del patrimonio arboreo di Bellano risale ai primi anni del 1900 e, gradualmente, tutte le piante dovranno essere sostituite con esemplari giovani e più in salute, ma anche di specie diverse. Come accennato, infatti, il cambiamento climatico rende il nostro territorio non più adatto ad alberi come gli ippocastani e i grandi cedri”.
