Agricoltura, costi fuori controllo: il conto della crisi internazionale arriva a Vinitaly

Durante un incontro al Vinitaly 2026, il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ha presentato al commissario UE all’Agricoltura, Christophe Hansen, un quadro allarmante: la crisi in Medio Oriente sta provocando rincari insostenibili per energia e fertilizzanti. Fini ha chiesto interventi “fuori dall’ordinario”, paragonabili a quelli adottati durante la pandemia, per evitare il collasso delle aziende e l’impennata dei prezzi al consumo.

La Confederazione ha indicato tre fronti d’azione immediata: sostegno diretto agli acquisti per il 2026, sospensione dei dazi sulle importazioni e monitoraggio contro le speculazioni. Acquisti comuni europei per calmierare i prezzi e garanzia di priorità al settore agricolo in caso di razionamenti. Un piano europeo per garantire credito alle imprese, anche superando temporaneamente i vincoli del Patto di stabilità.

Cia sottolinea la necessità di ridurre la dipendenza estera accelerando sulla produzione interna di fertilizzanti (sbloccando l’uso del digestato) e potenziando le rinnovabili in azienda. È stato inoltre ribadito che la PAC post-2027 non deve subire tagli, essendo l’agricoltura un asset strategico per la sicurezza dell’Unione.

Sul fronte vino, nonostante un export record di 7,7 miliardi di euro nel 2025, permangono incertezze legate ai dazi USA e alla burocrazia. Cia chiede: attuazione rapida del “Pacchetto Vino” e semplificazione delle norme sui reimpianti. Chiarezza sull’etichettatura e sulla distinzione tra vini a bassa gradazione e dealcolati. Sostegno strutturale all’enoturismo e alla promozione sui mercati esteri.

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