VI^ DOMENICA DOPO L’EPIFANIA e Sette Santi Fondatori dei Servi di Maria

Isaia 56,1-8; Romani 7, 14-25a;Luca 17,11-19

Le Scritture sia del Nuovo Testamento sia del Primo Testamento illuminano e manifestano il piano di salvezza di Dio.
Il brano del profeta Isaia mostra che la salvezza è aperta a tutti quanti amano il “servo del Signore”, per questo saranno raccolti in unità nella loro dispersione.

In questo brano è già presente il grande universalismo di salvezza che convoca tutti i popoli della terra per seguire Dio che li ha creati. Dio vuole salvi tutti i popoli e sceglie un popolo attraverso il quale arriva la salvezza per tutti i popoli della terra.

Si tratta solo di corrispondere all’iniziativa di Dio e accogliere la sua giustizia: Dio non esclude nessuno, ma interpella la libertà di ciascuno.
Nella Lettera di Paolo è riferita la storia biblica di Adamo ed Eva, la cui condizione di comunione con Dio è stata cambiata dal serpente, simbolo della forza del peccato, che impedisce di fare il bene che si vorrebbe. Paolo indica una via d’uscita: riconoscere la nostra incapacità, aprirci alla forza liberatrice operata da Gesù Cristo, essere docili all’azione dello Spirito Santo.

Nel Vangelo si mostra la guarigione dei lebbrosi: è un segno messianico: Gesù è la salvezza, ed opera la guarigione in quelli che hanno fede in lui.
Come Chiesa, siamo chiamati a regalare al mondo la speranza cristiana: la certezza che siamo nelle mani di Dio, che il presente è carico di eternità, che ogni nostro gesto di bontà incide positivamente sul mondo intero, che c’è il paradiso.

Franco Cecchin, “A ciascun giorno la sua Parola - Anno C”, pp. 91 e ss., Àncora, Milano

 

Sette Santi Fondatori dei Servi di Maria

sec. XIII-XIV

Intorno al 1233, mentre Firenze era sconvolta da lotte fratricide, sette mercanti, membri di una compagnia laica di fedeli devoti della beata Vergine, legati tra loro dell'ideale evangelico della comunione fraterna e del servizio ai poveri, decisero di ritirarsi per far vita comune nella penitenza e nella contemplazione. Lasciate attività, case e beni ai poveri, verso il 1245 si ritirarono sul Monte Senario, nei pressi di Firenze, dove costruirono una piccola dimora e un oratorio dedicato a santa Maria. Molti si rivolgevano a loro per risolvere dubbi e angosce, tanto che essi decisero di dare inizio ad un Ordine dedicato alla Vergine, di cui si dissero Servi - l'Ordine dei Servi di Maria -, adottando la Regola di sant'Agostino. Nel 1888 Leone XIII canonizzò i sette primi Padri, sepolti, insieme, a Monte Senario. Si tratta di San Bonfiglio, guida del gruppo laico e poi priore della nascente comunità. San Bonagiunta, priore tra il 1256 e il 1257. San Manetto, artefice delle prime fondazioni in Francia. Sant'Amadio, anima del gruppo. San Sostegno e Sant'Uguccione, amici tra loro. Sant'Alessio, zio di santa Giuliana.

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