X^ DOMENICA DOPO PENTECOSTE e Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) Vergine e martire

1 Re 8, 15-30; 1 Corinzi 3, 10-17; Marco 12, 41-44

Ripercorrendo insieme le tappe della storia della salvezza, dopo Davide, la liturgia ambrosiana ci sollecita a interagire con la figura di Salomone specialmente per il suo impegno nella costruzione del tempio di Gerusalemme che ci porterà a riflettere sulla presenza di Dio nella nostra vicenda umana e sul nostro rapporto con lui.
I Lettura La consacrazione solenne dell’edificio si compì mediante il sacrificio di innumerevoli vittime e alla presenza di tutti gli anziani di Israele.

Dio manifesta il suo compiacimento, mostrandosi visibilmente presente con la sua gloria. Il brano scritturistico odierno ci presenta la solenne preghiera che la tradizione deuteronomista attribuisce a Salomone. E’ una preghiera permeata da una grande fede e da uno squisito amore. Essa si allarga progressivamente dai bisogni del popolo alle dimensioni del mondo. Della preghiera di Salomone colpisce la vivezza con cui Dio è sentito al tempo stesso come trascendente e diverso, eppure vicino e presente.

Epistola Paolo contro il pericolo delle fazioni e divisioni nella comunità di Corinto illustra la natura del ministero apostolico. Gli apostoli, dai quali i Corinzi traggono motivo di divisioni, sono servitori nella costruzione dell’ «edificio di Dio», che è la comunità. L’edificazione della Chiesa avviene con l’apporto di tutti, secondo la grazia data da Dio a ciascuno, avendo come unico fondamento Gesù Cristo.

Vangelo A conclusione dell’attività e dell’insegnamento pubblico di Gesù a Gerusalemme, l’evangelista Marco ci presenta due quadri contrapposti, il comportamento degli scribi e il comportamento di una povera vedova (il brano odierno): la falsa e la vera religiosità. Il contrasto tra l’ipocrisia degli scribi e la generosità della gente semplice è messo in evidenza dall’esempio della vedova che offre al tempio un obolo. In quei due spiccioli (= un quarto di asse romano) quella vedova ha espresso il dono totale di sé a Dio. I ricchi offrono molto, ma amano se stessi e sono convinti di aiutare Dio. Invece la povera vedova offre pochi soldi, ma è tutto quanto possiede: non pensa di aiutare Dio, ma lo ama e si dona a lui completamente.
In Gesù, vero tempio di Dio, grazie a lui e al dono del suo Spirito, anche noi siamo chiamati a diventare tempio del Dio vivente, a condizione di edificare la nostra vita su di lui e non su altri fondamenti.

Da Franco Cecchin, “A ciascun giorno la sua Parola - Anno A”, pp. 249 e ss., Àncora, Milano

 

 

Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) Vergine e martire

 

Breslavia, Polonia, 12 ottobre 1891 - Auschwitz, Polonia, 9 agosto 1942

Edith Stein nasce a Breslavia, capitale della Slesia prussiana, il 12 ottobre 1891, da una famiglia ebrea di ceppo tedesco. Allevata nei valori della religione israelitica, a 14 anni abbandona la fede dei padri divenendo atea. Studia filosofia a Gottinga, diventando discepola di Edmund Husserl, il fondatore della scuola fenomenologica. Ha fama di brillante filosofa. Nel 1921 si converte al cattolicesimo, ricevendo il Battesimo nel 1922.

Insegna per otto anni a Speyer (dal 1923 al 1931). Nel 1932 viene chiamata a insegnare all’Istituto pedagogico di Münster, in Westfalia, ma la sua attività viene sospesa dopo circa un anno a causa delle leggi razziali. Nel 1933, assecondando un desiderio lungamente accarezzato, entra come postulante al Carmelo di Colonia. Assume il nome di suor Teresa Benedetta della Croce.

Il 2 agosto 1942 viene prelevata dalla Gestapo e deportata nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau dove il 9 agosto muore nella camera a gas. Nel 1987 viene proclamata Beata, è canonizzata da Giovanni Paolo II l’11 ottobre 1998. Nel 1999 viene dichiarata, con S. Brigida di Svezia e S. Caterina da Siena, Compatrona dell’Europa.

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