IX^ Domenica dopo Pentecoste e Chiara, patrona d'Assisi

1 Samuele 16, 1-13 - 2Timoteo 2, 8-13 - Matteo 22, 41-46

Nella I Lettura ci coinvolge la vicenda dell’elezione di Davide come re, raccontata dalla prima lettura, e ci accorgiamo di qualcosa di grande che è lo stile di Dio.

Riprendiamo per un istante l’episodio stupendo e significativo della consacrazione di Davide come re di Israele. Al posto di Saul viene consacrato re di Israele Davide: il più piccolo dei figli di Jesse, che stava pascolando il gregge. Ecco lo stile di Dio: il Signore chiama, per collaborare al suo piano di amore, uomini e donne che sono umili e non sono presuntuosi. Di tutti i figli di Jesse sceglie il più piccolo, quello che contava meno, quello che stava svolgendo l’attività più umile.

Dio attua le sue promesse superando in un modo inaudito le attese del suo popolo. Il Figlio di Dio, atteso e invocato da Israele, finalmente viene, ma in un modo inusuale: è il Figlio di Dio, che diventa uomo nella discendenza di Davide. La grandezza di Cristo, discendente di Davide, sta nella debolezza del perdere la propria vita per noi, nel mistero della sua passione, morte e risurrezione. L’essere con Cristo comprende tutte le fasi della vita cristiana: perseverare, morire, vivere e regnare.

In conclusione, nella piccolezza della nostra vita, imitiamo lo stile di Dio: che nello scegliere il nuovo re di Israele non ha guardato all’apparenza; che nel mandare suo Figlio ha scelto la strada dell’Incarnazione inserendolo nella dinastia davidica; che nel salvarci ha accettato che suo Figlio donasse la sua vita per tutti noi.

Tutto questo dovrebbe interrogare il nostro modo di vivere il nostro cristianesimo sia a livello personale sia a livello di comunità. E’ urgente mettere in atto un procedimento di autocoscienza ecclesiale non per colpevolizzarci, ma per essere più fedeli allo stile di Dio manifestato soprattutto nella vita terrena di Gesù. Dall’autocoscienza critica si dovrebbe passare ad una mentalità nuova che a poco a poco si traduca in gesti concreti. Ne vale la pena perché è risposta al Dio di Gesù che ci chiede di essere, in un momento preciso della storia e in un determinato luogo, piccolo segno credibile del suo amore gratuito e sempre fedele. Riconoscere la nostra inadeguatezza e la nostra disponibilità è essere già sulla buona strada perché siamo mendicanti di lui.

Da Franco Cecchin, ”A ciascun giorno la sua Parola - Anno C”, pp.223 e ss., Àncora, Milano

 

CHIARA D'ASSISI

Assisi, 1193/1194 - Assisi, 11 Agosto 1253


Ha appena dodici anni Chiara, nata nel 1194 dalla nobile e ricca famiglia degli Offreducci, quando Francesco d'Assisi compie il gesto di spogliarsi di tutti i vestiti per restituirli al padre Bernardone. Conquistata dall'esempio di Francesco, la giovane Chiara sette anni dopo fugge da casa per raggiungerlo alla Porziuncola. Il santo le taglia i capelli e le fa indossare il saio francescano, per poi condurla al monastero benedettino di S.Paolo, a Bastia Umbra, dove il padre tenta invano di persuaderla a ritornare a casa. Si rifugia allora nella Chiesa di San Damiano, in cui fonda l'Ordine femminile delle «povere recluse» (chiamate in seguito Clarisse) di cui è nominata badessa e dove Francesco detta una prima Regola. Chiara scrive successivamente la Regola definitiva chiedendo ed ottenendo da Gregorio IX il «privilegio della povertà». Per aver contemplato, in una Notte di Natale, sulle pareti della sua cella il presepe e i riti delle funzioni solenni che si svolgevano a Santa Maria degli Angeli, è scelta da Pio XII quale protettrice della televisione. Erede dello spirito francescano, si preoccupa di diffonderlo, distinguendosi per il culto verso il SS. Sacramento che salva il convento dai Saraceni nel 1243.

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18 Settembre 324 Costantino I sconfigge definitivamente Licinio nella battaglia di Crisopoli, diventando l'unico imperatore dell'Impero romano.

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