GIOVEDI’ SANTO e Beata Savina Petrilli

Giona 1,1-3, 5. 10 Corinzi 11,20-34 Matteo 26,17-75

Il triduo pasquale è aperto da una solenne celebrazione vespertina di tipo vigiliare, in cui si colloca il brano del Libro di Giona. Tale testo, posto all’inizio del triduo, costituisce la presentazione di quel segno prefigurativo della morte, della sepoltura e della risurrezione del Signore al terzo giorno, la cui realizzazione la Chiesa sta per celebrare e per rivivere. Nella liturgia eucaristica vesperale si ripropone la passione del Signore secondo Matteo, partendo dalla preparazione della Pasqua (26,17) con l’ultima cena dei discepoli. Gesù stesso preannuncia la sua passione e morte, ponendo così tutto nella luce pasquale come deliberata assunzione da parte del Figlio dell’uomo della sorte che Dio gli ha riservato: la passione come Pasqua di redenzione, attraverso la consegna e la crocifissione per giungere alla Pasqua gloriosa. L’ultima Cena di Gesù è l’inaugurazione. Gesù non ignora che è a tavola con i peccatori: Giuda che lo tradirà, Pietro che lo rinnegherà, tutti i discepoli che l’abbandoneranno. Per Gesù questa cena è più che l’ultimo addio; tutta la sua azione si compie in questo segno: Gesù anticipa il dono di se stesso. Offrendo il suo corpo e il suo sangue sulla croce egli salva gli uomini. Alla Chiesa viene dato da Gesù il mandato di “fate questo in memoria di me”: è la celebrazione del sacrificio che salva, dell’alleanza nuova, della comunione dei salvati, l’attesa della riunione di tutti.

 

BEATA  SAVINA PETRILLI

Siena, 29 agosto 1851 - 18 aprile 1923

Nata a Siena il 29 agosto 1851, Savina a 15 anni entra nella Congregazione delle Figlie di Maria. Il 15 agosto 1873, con 5 compagne emette i voti di castità, povertà e obbedienza alla presenza dell'arcivescovo Enrico Bondi che concede il permesso di iniziare un'opera a beneficio dei poveri. La nuova famiglia religiosa prende il nome di Congregazione sorelle dei poveri di santa Caterina da Siena. Nel 1881 nasce la prima fondazione a Onano (Viterbo) e, nel 1903, la prima missione in Brasile, a Belem. Madre Savina muore il 18 aprile 1923 ed è stata proclamata beata da Giovanni Paolo II il 24 aprile 1988. La congregazione da lei fondata ha più di 25 case in Italia e opere in Brasile, Argentina, India, Stati Uniti, Filippine e Paraguay.

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