Battesimo del Signore e Beata Lucia da Valcaldara, clarissa

Isaia 55,4-7; Efesini 2,13-22; Matteo 3,13-17

Il tempo natalizio si chiude con la domenica immediatamente successiva all'Epifania, nella quale si commemora il Battesimo del Signore Gesù al Giordano. L'episodio del Battesimo di Gesù al Giordano, insieme a quello della tentazione, fa da preludio al ministero pubblico.

Esso si compone di due scene distinte: quella del Battesimo, in cui il Messia solidarizza con quanti hanno accolto l'appello del Battista alla penitenza nella disponibilità all'era messianica, e quella della proclamazione celeste, che costituisce l'investitura pubblica e ufficiale.

Le prime parole che Gesù pronuncia nel Vangelo di Matteo affermano come egli voglia compiere” ogni giustizia" e che manifesta in pienezza la volontà di Dio: E la giustizia di Dio consiste in questo: che tutti gli uomini siano resi "giusti" e in Gesù Cristo diventino figli amati del Padre e dimora del suo Spirito.

Da Franco Cecchin, “A ciascun giorno la sua Parola -Anno A”, pp. 77 e ss., Àncora, Milano

 

 

Beata Lucia da Valcaldara, clarissa

Norcia, Perugia, 1370 - 12 gennaio 1430

Lucia, nata in una famiglia benestante di Norcia, si consacrò totalmente al Signore quando aveva solo quindici anni. Fondò, con sette compagne, una comunità religiosa che prese dimora presso una casa paterna. La loro scelta di vita fu di grande esempio per tutta la città e il 28 gennaio 1386 il Consiglio comunale deliberò di aiutarle. Precedentemente, il Patriarca di Gerusalemme Ferdinando, amministratore della diocesi di Spoleto-Norcia (1370-1390), le aveva riconosciute come comunità intitolando il convento a San Girolamo.

Nel 1390 Lucia fondò un altro monastero e la chiesa di Santa Maria a Valcaldara (frazione di Norcia). Con le compagne si sottomise all'obbedienza del vescovo, “portavano abito ceneritio et eremitico, facevano vita comune et osservavano la norma evangelica, non professando per molti anni alcuna Regola approvata dalla Chiesa”. Nel 1407 i due cenobi si riunirono, con l'approvazione del vescovo Agostino, dando vita al monastero di S. Chiara. Si definirono Sorelle “Povere di S. Chiara”, manifestando la volontà di seguirne la Regola, non potendola però ufficialmente osservare in quanto era stata sostituita dalla Regola di Urbano IV.

Lucia morì a Norcia il 12 gennaio 1430 e fu subito venerata e invocata come "santa". Il suo corpo, ancora oggi incorrotto, custodito nel suo "deposito" del 1637, è esposto nella chiesa delle Clarisse di Santa Maria della Pace, nome che il monastero prese dopo il terremoto del 1703. A Valcaldara, le celebrazioni in onore della Patrona, sono solenni.

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