Assunzione della B.V. Maria

 

 

 

Apocalisse 11, 1a-12, 6a. 10ab; 1 Corinzi 15, 20-26; Luca 1, 39-55

E’ la festa che in Oriente dicono della “Dormizione della Vergine” e in Occidente della “Assunzione di Maria al cielo”. In alcuni luoghi festa del “Transito”, è oggi la celebrazione più importante in onore della Madonna, perché corrisponde al suo “dies natalis”, o nascita al cielo, la sua Pasqua. Senza dirimere la questione se la Madonna sia morta veramente o non sia morta, la fede cattolica definita solennemente da Pio XII nel 1950, confessa che l’Immacolata Vergine, finito il corso della sua vita, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo.

Ci piace la visione dell’Apocalisse di Giovanni che la Chiesa rivolge proprio a Maria: “Un segno grandioso apparve nel cielo, una donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle”. Oggi celebriamo la festa di una come noi, la fede di una donna che ha creduto che la vita umana non termina con la morte, ma si apre all’eterno, in forza di suo Figlio che ha vinto la morte ed è risorto. La seconda lettura ci porta a percepire proprio questo: Cristo Signore è risorto, primizia di coloro che sono morti; poi risorgeranno quelli di Cristo. Questa è la novità sorprendente: tutto il nostro essere, tutta la nostra persona, il nostro corpo, continuerà a vivere dopo la morte.

Il primo che ha rotto la barriera della morte è stato il Figlio di Maria, Gesù Cristo. La seconda persona che è risorta con il proprio corpo è Maria Madre sua e Madre nostra. Maria oggi, con la sua festa, ci recapita questa buona e unica notizia: il viaggio della vita ha senso, una meta, un approdo definitivo. Nasce perciò la speranza che ci dà la forza di impegnarci; nasce perciò la risposta che dà un senso alla storia e che anima ogni istante, ogni movimento della vita. Con lo sguardo su Maria assunta in cielo possiamo dire che la morte è vita, che ogni aspetto bello e buono della nostra vita individuale e collettiva durerà per sempre. Il cristiano, guardando in cielo, non dimentica la terra, ma la vede nella luce dell’eterno. Maria ci mostra il traguardo della nostra vita, che è il Paradiso; il Paradiso è la vita che dura sempre con Dio e con tutti i fratelli e le sorelle. Il vivere l’oggi allora come anticipo e una preparazione di quello che vivremo in pienezza.

 

Da Franco Cecchin, “A ciascun giorno la sua Parola - Anno B" pp. 302 e ss.,  Àncora, Milano

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