Lecco, 05 maggio 2022   |  

Sostenibilità, con -20% di pesticidi la nostra agricoltura è la più green d’Europa

Primato italiano è condiviso dal comparto agricolo lariano. Trezzi: “Armonia tra campagna e ambiente è un valore aggiunto. Occorre salvaguardare un settore chiave per i nostri territori”

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L’agricoltura italiana è la più green d’Europa con il taglio record del 20% sull’uso dei pesticidi che al contrario aumentano in Francia, Germania e Austria. Lo rende noto la Coldiretti in riferimento all’ultimo report Eurostat per il periodo compreso fra il 2011 al 2020 che registra invece un aumento del 6% in Francia che si contende con l’Italia il primato agricolo nell’Unione Europea.

“Un quadro che si riflette in pieno anche nel comprensorio lariano, dove anzi crescono le imprese biologiche e dove l’armonia tra agricoltura e ambiente rappresenta un valore aggiunto importante” commenta Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco. “La nostra agricoltura è peraltro la meno sussidiata tra quelle dei principali Paesi europei dove in vetta alla classifica ci sono al primo posto la Francia, seguita da Germania e Spagna. Ciononostante, è la più green d’Europa, con 315 specialità Dop/Igp italiane riconosciute a livello comunitario e 526 vini Dop/Igp, 5333 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 80mila aziende agricole bio, e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari. E l’Italia è anche leader nella biodiversità”.

Il settore è tra i più sostenibili a livello comunitario – prosegue Coldiretti Como Lecco – con appena il 7,2% di tutte le emissioni a livello nazionale con 30 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti in Italia, contro i 76 milioni di tonnellate della Francia, i 66 milioni di tonnellate della Germania, i 41 milioni del Regno Unito e i 39 milioni della Spagna. L’Italia produce anche 1,7 miliardi di metri cubi di biometano ma è possibile quadruplicare questa cifra nel giro di meno di dieci anni con la trasformazione del 65% dei reflui degli allevamenti.

“Occorre dunque salvaguardare un settore chiave per la sicurezza e la sovranità alimentare soprattutto in un momento in cui con l’emergenza Covid -19 il cibo ha dimostrato tutta la sua strategicità. Ma occorre anche avversare ogni tentativo di ridurre gli standard di sicurezza, a partire da pericolose deroghe ai prodotti contaminati con principi chimici vietati perché pericolosi. A questo proposito preoccupa il fatto che in Italia sia stato consentito di non indicare nelle etichette degli alimenti la provenienza degli olii di semi indicati, mettendo a rischio la trasparenza dell’informazione ai consumatori”.

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