Lecco, 29 aprile 2022   |  

Editoriale - Un mondo di falsi profeti

di Alberto Comuzzi

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Falsi profeti: un lupo travestito d'agnello (credit pixabay)

Domenica scorsa, 24 Aprile, il testo della Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi è stato proposto come seconda lettura della Messa ai fedeli (di sicuro a tutti quelli che hanno partecipato all'Eucarestia celebrata con rito ambrosiano).

«Fratelli, fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo», insegnava Paolo di Tarso duemila anni fa.

Un ammaestramento ancora oggi utilissimo se riflettiamo su ciò che accade intorno a noi.
Quanti falsi profeti spacciano per veri fatti verosimili e quanti predicano dottrine aberranti in nome del progresso scientifico?

Pensiamo ad un Bill Gates che con la sua Fondazione Bill & Melinda Gates ama accreditarsi come filantropo, finanziando progetti che, a suo dire, aiuterebbero a migliorare la vita del pianeta. Peccato però che nel 2010 al Forum di Davos mostrava tutto il suo afflato verso l'umanità con queste parole: «Se facciamo un buon lavoro con i vaccini, la sanità, la salute riproduttiva, possiamo diminuire la popolazione mondiale forse del 10-15 per cento».

Si dirà: vabbè, ma è una frase che va contestualizzata, il passaggio di un discorso molto più ampio. Purtroppo non è così, perché sono molti a pensarla come Gates. Per esempio i suoi sodali, che posseggono oltre il 90 per cento della ricchezza della Terra.

I Zuckerberg, Rockefeller, Rothschild, Elkann, per fare solo i nomi più noti, immaginano un mondo governato da élite (cioè da loro) per non dover più fare i conti con le sovranità popolari.

Le democrazie sono sotto scacco perché sta procedendo a grandi passi il disegno degli "illuminati" che dal 1971 si incontrano al Forum di Davos, fondato dall'economista Klaus Schwab. grande fautore del great reset e che, guarda caso, è sostenuto proprio dalle famiglie più ricche del mondo.

Come non convenire con Ettore Gotti Tedeschi quando in un recente articolo su "La Verità" annota come i detentori del potere economico e politico insieme ai loro sostenitori statunitensi, dopo l'11 Settembre 2001, si siano convertiti all'ateismo e a temi ideologici finendo per rinnegare i valori fondanti della loro stessa democrazia?

Con enormi risorse finanziarie i fautori del "grande ripristino" posseggono i media e attraverso questi l'opinione pubblica. Il progetto è la costruzione di un governo mondiale retto da "illuminati tecnocrati" che controllino i popoli i quali devono mostrarsi collaborativi e, in caso contrario, sottomessi con la forza.

Ecco perché Klaus Schwab s'è detto soddisfatto per come persone a lui gradite e aiutate nell'ascesa politica, sostengono il progetto del Forum di Davos: il canadese Justin Trudeau, il francese Emmanuel Macron, le tedesche Angela Merkel e Ursula von der Leyen, l'italiano Draghi (con annessa covata di ministri, Speranza, Colao, Franco, Brunetta, etc.). Anche importanti istituzioni internazionali come Onu, Oms, Fmi, Nato, etc., avrebbero ai loro vertici influenti personalità vicine al mondo di Schwab.

Per quanto riguarda il nostro Paese avrebbe avuto addirittura il privilegio di essere stato scelto come nazione pilota di un esperimento sociale volto a mettere in pratica il great reset. Il popolo italiano infatti avrebbe le caratteristiche più idonee: scarsa conoscenza di ciò che accade nel mondo, indole remissiva, popolazione anziana, bassa istruzione delle nuove generazioni, classe dirigente autoreferenziale e cinicamente disposta ad assecondare interessi stranieri pur di mantenere i privilegi. Insomma un popolo facilmente manipolabile. La gestione della pandemia non suggerisce nulla?

Anche l'attuale guerra tra Russia e Ucraina è un formidabile elemento per mantenere alta la paura e distrarre dalla fallimentare politica degli attuali governi europei e statunitense in modo da tenere sotto controllo le masse, per usare un termine tanto di moda nel Sessantotto.

Tutto perduto allora? No se gli italiani accentuassero la disaffezione, che cominciano a mostrare, nel seguire i talk show televisivi e nel prendere le distanze dalla propaganda mediatica promossa da falsi maestri di pensiero.

Inoltre prendere consapevolezza che anche nei gangli vitali dell'apparato statale siedono persone che potrebbero non fare il bene degli italiani è già un ulteriore passo per prevenire futuri dolori.

Quando parlano che peso dare alle parole di Mattarella, Draghi, Amato e Frattini? Quando esercitano i loro delicati uffici colgono e sentono le invocazioni d'aiuto che vengono da milioni di italiani?

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