Milano, 02 maggio 2016   |  

Terrorismo: la coppia arrestata a Lecco risponderà al giudice

L'avvocato Pesce: "Estranei non proprio, ma oggi c'è l'interrogatorio di garanzia e spiegheranno tutto"

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Salma Bencharrki e Abderrhim Moutaharrik

Abderrhim Moutaharrik, il marocchino arrestato giovedì scorso insieme ad altre cinque persone con l'accusa di terrorismo internazionale, ha intenzione di rispondere alle domande del gip Manuela Cannavale e di «spiegare tutto». Lo ha assicurato il suo legale, l'avvocato Francesco Pesce, prima dell'interrogatorio di garanzia che ha preso il via questa mattina nel carcere milanese di San Vittore. 

Oltre a Moutaharrik, l'avvocato Pesce difende anche la moglie di quest'ultimo, Salma Bencharrki, e l'altro marocchino, residente a Varese, Abderrhmane Khachia, entrambi in carcere da giovedì scorso. Stando all'accusa ipotizzata nei loro confronti dagli inquirenti milanesi coordinati dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, stavano pianificando un attentato da compiere a Roma, all'ambasciata di Israele oppure in Vaticano. Moutaharrik e la moglie Bencharrki, ha spiegato il legale, risponderanno alle domande del giudice nel tentativo di chiarire la propria posizione.

Alla domanda se i due presunti jihadisti intendano dichiararsi estranei dalle accuse che vengono loro contestate, l'avvocato Pesce ha replicato: «Estranei non proprio, ma oggi c'è l'interrogatorio di garanzia e spiegheranno tutto». Non è invece ancora chiaro se anche Khachia intenderà rispondere alle domande del giudice per difendersi. L'avvocato Pesce ha assunto la sua difesa nelle ultime ore e non ha ancora avuto modo di «sondare» le sue intenzioni.

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