Lecco, 04 giugno 2016   |  
Politica   |  Provincia

La Valle San Martino vuole tornare con Bergamo: decidano i cittadini

di Stefano Scaccabarozzi

Il neonato comitato ha avviato una raccolta firme e promuoverà dibattiti in ciascuno dei cinque comuni.

comitato san martino bergamo

Nonostante venticinque anni di appartenenza alla provincia di Lecco, il cuore della Valle San Martino continua a battere per Bergamo. Ne sono convinti i membri del neonato comitato “Valle San Martino con Bergamo” che hanno ufficialmente dato il via a una serie di iniziative per far tornare Calolzio, Erve, Monte Marenzo, Vercurago, Carenno e Torre de' Busi sotto l'influenza orobica.

 

Un'esigenza nata dalle preoccupazioni derivanti le future Aree Vaste, i nuovi enti che dovranno superare le attuali province così come disposto dalla riforma Delrio. I sindaci lecchesi hanno espresso l'intenzione di unirsi con Monza e con Como, la Regione vorrebbe seguire quanto già fatto per la sanità con l'unione di Lecco con Monza e di Como con Varese, sul piatto ci sarebbe addirittura l'ipotesi di una super Area Vasta Varese-Como-Lecco e forse anche Monza.

 

Tutte ipotesi che non trovano il gradimento del Comitato, come spiega il referente Johann Valsecchi, ventiseienne di Erve: «Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini del territorio e avviare una raccolta firme affinché i consigli comunali non approvino il documento dei sindaci senza prima aver interpellato i cittadini. Si sta agendo in fretta e furia, senza coinvolgere e informare la cittadinanza che invece dovrebbe sapere che la provincia di Lecco sta scomparendo e dovrebbe potersi esprimere sull'ipotesi di passaggio sotto Monza».

 

Il comitato non ha dubbi su quello che dovrebbe essere il futuro della Valle San Martino, come spiega Luca Rota di Carenno: «abbiamo una profonda appartenenza al territorio di Bergamo: legami storici, culturali, religiosi che non si sono mai interrotti. Il nostro dialetto è molto vicino a quello bergamasco, noi siamo innegabilmente bergamaschi. La Valle San Martino non fa parte di quell'unicità dei laghi o della Brianza a cui mira la Provincia di Lecco, con Monza saremmo la periferia della periferia di Milano».


Una battaglia, quella del ritorno della Valle San Martino con Bergamo, portata avanti anche dal sindaco di Torre de' Busi, Eleonora Ninkovic: «Nel nostro paese abbiamo già raccolto 750 firme su 1600 votanti. La provincia di Lecco è rimasta indietro rispetto quella di Bergamo che ha addirittura un ufficio per i bandi europei. La Valle San Martino con l'Isola potrà creare un'area omogenea in grado di far valere gli interessi dei nostri cittadini. Auspichiamo che Regione Lombardia inserisca nel suo progetto di legge la possibilità di dar voce ai cittadini. Segnalo infine che è una situazione che riguarda anche Colico, pronta a tornare con Sondrio, e Premana».

 

Vicinanza al Comitato è stata espressa anche dal senatore della Lega Nord, Paolo Arrigoni: «Quando si vuole informare i cittadini e dargli voce è un esercizio di democrazia. Questa riforma di aree vaste ha molti punti interrogativi: che fine faranno i presidi di sicurezza e i servizi? Cosa succederà se non passera il referendum costituzionale? La Valle San Martino ha un'omogeneità culturale e territoriale con Bergamo non con Monza. Infine segnalo la schizofrenia del mondo imprenditoriale lecchese: alcuni si sposano con Sondrio e poi scelgono Monza. Una provincia, quella di Monza, che segnalo essere tra le più cementificate».

 

Intanto il documento dei sindaci lecchesi che esprime una preferenza per l'unione con Como e Monza approderà martedì nel consiglio comunale di Carenno, come spiega il consigliere di minoranza Giuseppe Brini: «Il sindaco lo porta in approvazione senza aver ascoltato i cittadini, così si disintegra quel minimo di democrazia che esiste in un paese piccolo come il nostro. Spero nel buon senso della maggioranza».

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Caleidoscopio

19 Dicembre 1842, a Fraciscio di Campodolcino (Como),  nasce don Luigi Guanella (morirà a Como il  24 ottobre 1915), riconosciuto santo dalla Chiesa cattolica.  A lui si deve la fondazione delle congregazioni cattoliche dei Servi della Carità e delle Figlie di Santa Maria della Divina Provvidenza.

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