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Lecco, 18 maggio 2012
Ci sono anche politici capaci di ragionare sul futuro
Si accusano spesso i politici di essere persone disincarnate dalla realtà, ciniche, preoccupate più del bene proprio che di quello dei propri amministrati. Che la rappresentanza di questo genere di personale politico sia folta, è indubitabile. Per nostra fortuna, però, possiamo ancora vantare un buon numero di persone politicamente impegnate che, con serietà, affrontano le difficoltà quotidiane della gestione della cosa pubblica e che si sforzano di produrre leggi, regolamenti, delibere che aiutano a semplificare la vita dei cittadini.
Giovedì sera a Palazzo Falk in Lecco si sono trovati a ragionare di questioni molto gravi che attengono al futuro della polis universale (intesa nell'intrinseco significato etimologico che alla parola davano gli antichi greci: il luogo in cui ogni cittadino trova la propria realizzazione nella partecipazione alla vita collettiva e nella costruzione del bene comune) diversi esponenti della politica nazionale e locale: l'on Raffaello Vignali, il presidente della Provincia, Daniele Nava, l'assessore provinciale, Fabio Dadati, il sindaco di Lecco, Virginio Brivio, il coordinatore provinciale del Pdl, Mauro Piazza. Motivo dell'incontro la presentazione del libro 2030 La tempesta perfetta (Rizzoli 2012) scritto a quattro mani da Gianluca Comin e Donato Speroni i quali in 200 pagine s'interrogano su «come sopravvivere alla grande crisi».
Nei vari interventi, tutti di alto profilo per la profondità dei concetti espressi, è stato sottolineato come non sia ipotizzabile uno sviluppo certo e garantito all'infinito perché la Terra ha risorse finite; ne consegue, quindi, che la governance ai vari livelli (a cominciare, naturalmente dai vertici della politica mondiale per arrivare agli amministratori di piccole comunità) sarà – ed è – il soggetto più importante per coordinare e gestire i grandi mutamenti in atto. Sostengono Comin e Speroni che «il futuro è imprevedibile, ma i fattori che lo determinano sono in parte già scritti, a cominciare dall’evoluzione demografica. L’umanità, oggi sette miliardi di persone, arriverà a otto nel 2025 e a nove dopo il 2040. C’è una fondata previsione, espressa da diversi esperti, che entro il 2030 si determini una situazione difficilmente gestibile a causa dell’aumento dei consumi, delle diffuse povertà indotte anche dal riscaldamento del Pianeta, dalla debolezza delle risposte politiche a livello globale. Ne deriverà la cosiddetta “tempesta perfetta”, ancora più devastante di una guerra mondiale».
“Si può evitare un simile cataclisma?” è la domanda sollevata dai due autori. «Sì», è stata la risposta corale degli intervenuti, a patto che la politica torni ad essere vissuta in gran parte come “gratuità” e che chi amministra si persuada che non può essere perennemente preoccupato delle contingenze elettorali, ma si proietti verso traguardi lungimiranti. Ai lavori della riuscita serata ha dato il suo contributo anche lo scrittore bellanese, Andrea Vitali. Unico neo, la scarsa presenza di giovani tra il pubblico.
