Lecco, 16 maggio 2018   |  

Vocazione e forme della vita cristiana

di Gabriella Stucchi

Un libro molto impegnativo per la lettura, ma senza dubbio assai prezioso per il contenuto approfondito da numerose citazioni di documenti ecclesiali, di testi di filosofi, storici, esegeti che documentano l’attualità e l’importanza dell’argomento affrontato.

Vocazione...

Dopo la Prefazione del card. Angelo Scola, l’autore, mons. Paolo Martinelli (frate cappuccino, vescovo ausiliare di Milano e vicario episcopale per la vita consacrata), spiega nell’Introduzione come l’origine del libro sia determinata dall’Assemblea del Sinodo dei vescovi sul tema “Giovani, fede e discernimento vocazionale”, voluta da papa Francesco e fissata per l’ottobre 2018.

Nel primo capitolo l’autore chiarisce l’uso del termine “vocazione”, distinguendo l’ambito secolarizzato in cui indica l’attitudine di una persona a esercitare una determinata professione, mentre in ambito ecclesiale il termine riguarda ogni battezzato, in quanto chiamato all’amore e alla santità implicata nel sacramento stesso. Nel Concilio Vaticano II, spiega p. Martinelli, si esprime la Chiesa come “comunione”, in cui le diverse forme ecclesiali si presentano in sinergia. Si parla poi della vocazione del cristiano laico e di quella dei ministeri, ordinati e non ordinati.
Nell’esortazione Vita consecrata promulgata da Giovanni Paolo II si chiarisce l’esistenza della “vita consacrata”, i cui membri abbracciano i consigli evangelici della verginità, povertà, ubbidienza, ciascuno con una missione particolare, ma sempre in rapporto tra loro. La vita consacrata ha il compito di indicare la disponibilità all’adesione verso Cristo a cui tutti gli uomini nei diversi Paesi e culture devono tendere

Nel secondo capitolo si tratta del rapporto libertà-vocazione. La libertà si coglie nell’azione, nel contatto con la realtà, nei sentimenti, nelle tensioni nei desideri che questa suscita. Da qui il livello decisionale del percorso vocazionale: o ci si ferma all’apparenza di ciò che accade, oppure si rileva un segno, l’uomo per la donna e la donna per l’uomo, che interpella interiormente. La percezione della propria identità passa mediante l’esperienza di un “tu” che fa sentire la nostra vita preziosa. Da qui la necessità di una scelta, che spieghi la propria vita fino in fondo, senza rinnegare domande ed evidenze. Tutto questo alla “sequela di Gesù”, il che rende possibile vivere ogni circostanza come circostanza vocazionale, consci che lo Spirito di Dio, con i suoi doni e carismi, rende ciascuno partecipe della missione di Cristo. La celebrazione eucaristica è il momento in cui si apprende come ogni istante della giornata è vocazione nell’obbedienza della fede e richiede la totalità della dedizione.

L’autore prosegue notando come normalmente lo stare in Cristo si approfondisce mediante il sacramento del matrimonio, caratterizzato dall’intreccio di differenza sessuale, dedizione di sé e fecondità, con l’indissolubilità, il “per sempre”.
La verginità cristiana partecipa direttamente alla fecondità istituita da Cristo nel mistero della sua dedizione eucaristica attraverso i “voti”.
Il ministero del sacerdozio coincide con l’offerta totale di sé, come partecipazione al sacrificio di Cristo, compiuto con amore, così da far emergere i gesti e le parole di Cristo stesso. Lo stato presbiterale-sacerdotale e lo stato religioso-consacrato sono forme dell’unico stato di elezione: si fondono nell’unità della radicalità evangelica, anche se l’uno si svolge per una funzione oggettiva, l’altro per una sequela personale.

L’ultimo capitolo è dedicato alla missione della Chiesa nel mondo, premettendo che tutta la Chiesa è missionaria, ed è essenziale che i singoli cristiani nei differenti stati di vita pongano attenzione a tutto ciò che accade nella storia dell’umanità. Anche la vita contemplativa è per la missione, in quanto essa costituisce il “polmone” che immette energia. Così le varie forme di vita consacrata, con i propri carismi, offrono un nuovo approfondimento dell’unica verità cristiana, rivelataci da Cristo.
I presbiteri si preoccupano dell’edificazione della comunità. I laici nell’esercizio di ciò che è loro proprio esprimono la verità ultima dell’umano.
È indispensabile che nei vari ambiti della vita (lavoro, famiglia, scuola, economia, affetti...) sia possibile incontrare Cristo mediante autentici testimoni. Ogni persona è chiamata, con libertà, a mettersi a disposizione del mistero di Cristo presente in quanto cuore di ogni evento in cui ci si imbatte.

Nella Conclusione l’autore evidenzia come l’animazione vocazionale acquista una preminenza e una rilevanza ecclesiale che la pone al centro della nuova evangelizzazione e della testimonianza cristiana nel mondo contemporaneo.

Un libro molto impegnativo per la lettura, ma senza dubbio assai prezioso per il contenuto approfondito da numerose citazioni di documenti ecclesiali, di testi di filosofi, storici, esegeti che documentano l’attualità e l’importanza dell’argomento affrontato.

Paolo Martinelli “Vocazione e forme della vita cristiana” EDB – euro32.00

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